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Festival del Cinema di Venezia: All the Beauty and the Bloodshed vince il Leone d’Oro

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Cala il sipario sulla 79esima Mostra d’arte cinematografica di Venezia, iniziata il 31 agosto. Per undici giorni i film presenti nella selezione della giuria sono stati proiettati nelle sale e molte celebrità hanno sfilato sul red carpet. Ecco tutti i riconoscimenti.

I film premiati coi Leoni
Di 23 film in concorso, di cui cinque italiani (Il Signore delle Formiche di Gianni Amelio, L’immensità di Emanuele Crialese, Bones and All di Luca Guadagnino, Chiara di Stefania Nicchiarelli e Monica di Andrea Pallaoro) ad aggiudicarsi l’ambito premio della Mostra d’arte cinematografica è stato All the Beauty and the Bloodshed, un documentario che racconta la storia della fotografa e attivista Nan Goldin. Lo ha diretto Laura Poitras, che ha commentato con queste parole la vittoria: “Non possiamo non pensare che attualmente il personaggio protagonista è in prigione, e vorrei che tutti facessimo tutto ciò che è in nostro potere perché vengano rilasciati tutti i registi che sono imprigionati in tutto il mondo”.

Il premio per la miglior sceneggiatura è andato a Martin Mc Donagh per The Banshees of Inisherin mentre quello speciale della giuria è andato all’iraniano Jafar Panahi, assente al Lido perché in carcere. Suo è No bears (Khers Nist). Premiata anche l’Italia: Luca Guadagnino ha vinto il Leone d’argento per la migliore regia per Bones and all, mentre il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria della Mostra è andato a Saint Omer di Alice Diop, premiata anche col Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, assegnato dalla giuria presieduta Michelangelo Frammartino.

Gli altri riconoscimenti
Vera Gemma ha vinto il premio per la migliore attrice della sezione Orizzonti per la sua interpretazione nella pellicola biografica Vera di Tizza Covi e Rainer Frimmel, mentre questi ultimi si sono aggiudicati quello per la miglior regia. La giuria della stessa sezione ha considerato Jang-e Jahani Sevom/Terza guerra mondiale miglior film, quella di Blanquita la miglior sceneggiatura e Snow in September il miglior cortometraggio.

La Giuria Venice Immersive presieduta da May Abdalla e composta da David Adler e Blanca Li ha assegnato il premio miglior esperienza a The man who couldn’t leave di Singing Chen, il gran premio della giuria a From the main square di Pedro Harres e il premio speciale della giuria a Eggscape di German Heller. In questa competizione, i film in concorso erano 30.

E ancora, Nezouh di Soudade Kaadan ha vinto il premio degli spettatori Armani Beauty mentre Fragments of Paradise è stato considerato il miglior documentario per Venezia classici. Taylor Russel, che ha recitato in Bones and all di Luca Guadagnino ha vinto il Premio Marcello Mastroianni assegnato a un giovane interprete emergente, mentre Colin Farrell è stato premiato con la Coppa volpi per la miglior interpretazione maschile per il suo ruolo in The Banshees of Inisherin. Il riconoscimento per la miglior interpretazione femminile è andato, invece, a Cate Blanchett, protagonista di Tar di Todd Fields.

Nei giorni scorsi erano poi stati assegnati i Leoni d’Oro alla carriera all’attrice francese Catherine Deneuve e al regista Paul Schrader. A Walter Hill era stato consegnato il premio Cartier Glory to the Filmmaker.

“Sono stati giorni intensi in cui il cinema si è mescolato con le nostre vite impattando talvolta con forza, soprattutto in questo momento non facile”, ha detto la madrina Rocio Munoz Morales. “Se dovessi trovare una parola per descrivere questa 79ma edizione sarebbe coraggio”. Un riferimento al periodo attuale è stato fatto anche dal presidente della biennale di Venezia, Roberto Cicutto. “Grazie per aver festeggiato così numerosi provando gioia ma senza dimenticare le gravi crisi della nostra epoca”, ha detto. “Abbiamo compiuto 90 anni, anche se diciamo di averne 79. Arrivederci al 30 agosto 2023 per Venezia80”.

Fonte: Up Day