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Eolico, il governo sblocca 11 impianti

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Il provvedimento è stato adottato nell’ambito del decreto Aiuti relativo alla semplificazione dei procedimenti di autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, superando così il provvedimento di valutazione d’impatto ambientale (Via). Superato così il veto del Ministero della Cultura, Dario Franceschini. Un no derivante dall’aspetto estetico: la bellezza del paesaggio deturpato dalle grandi eliche

di redazione

Il Consiglio dei ministri, con buona pace degli ambientalisti, ha deliberato l’approvazione del giudizio positivo di compatibilità ambientale per undici progetti di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili (energia eolica), per una potenza complessiva pari a circa 452 MW.

Il provvedimento è stato adottato nell’ambito del decreto Aiuti relativo alla semplificazione dei procedimenti di autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, superando così il provvedimento di valutazione d’impatto ambientale (Via).

Superato così il veto del Ministero della Cultura, Dario Franceschini. Un no derivante dall’aspetto estetico: la bellezza del paesaggio deturpato dalle grandi eliche.

Nel dettaglio, si tratta di otto progetti da realizzare in Puglia e tre impianti liberati in Basilicata.

L’energia del vento si può considerarsi sia rinnovabile che sostenibile: il vento, infatti, è una fonte energetica potenzialmente infinita, in grado di azzerare le emissioni di gas serra nell’atmosfera salvaguardando l’ambiente.

Le turbine eoliche sono solitamente raggruppate in “wind farm” allo scopo di ridurre l’impatto ambientale.

In tanti sostengono che l’energia eolica porta con sé molti vantaggi per l’ambiente e per il nostro Pianeta, ma anche alcuni svantaggi, soprattutto legati alle infrastrutture necessarie allo sfruttamento di questo particolare tipo di energia rinnovabile.

A differenza di altre, come per esempio i combustibili fossili (carbone, petrolio e gas), non potrà mai esaurirsi.

Generare elettricità da fonti rinnovabili come il vento significa automaticamente ridurre la produzione energetica derivata dall’impiego di risorse fossili.

Le turbine eoliche possiedono un’impronta ambientale relativamente bassa. Sebbene, come ha sempre sostenuto il Ministro della Cultura, le loro altezze potrebbero rappresentare un problema, di fatto l’impatto sul paesaggio è minimo. Le turbine a vento, infatti, vengono spesso costruite su campi, colline o addirittura in mare aperto.

A tutto ciò va aggiunto che possono essere istallati nelle zone remote del Paese. Le turbine non richiedono molta manutenzione e quelle di nuova generazione possono operare per anni senza alcuna necessità di sistemazione, risultando particolarmente affidabili.

In quanto fonte di energia libera e gratuita, il vento permette di abbassare al minimo i costi di gestione.

Di contro l’incostanza del vento, i costi di installazione, l’impatto visivo e l’inquinamento acustico sono gli svantaggi che hanno sempre frenato la sua applicazione.

In un Paese che ha bisogno disperato di energia, a fronte della crisi bellica Ucraina, è arrivato il momento di tapparsi il ‘naso’, così come hanno fatto responsabilmente gli ambientalisti.