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Djokovic ha fatto 13, come le partite in cui ha salvato match point. E non è record.

Chissà perché righe, net, ace, palle-break, vincenti e, soprattutto, match-point, sono sempre a favore del campione e del giocatore più in forma. Non a caso, l’uomo forte del momento, Novak Djokovic, numero 1 del mondo e titolare degli ultimi tre tornei dello Slam, Wimbledon e Us Open 2018 ed Australian 2019, ha appena salvato nei quarti degli Internazionali d’Italia di Roma due match point superando il durissimo test-Del Potro. Sulla scia dei due match point salvati da Roger Federer in due tornei consecutivi, la settimana scorsa a Madrid contro Monfils e giovedì contro Coric.

La storia si ripete, ed aumenta la distanza fra i Fab Four e gli altri. Del resto, Nole, il campione di gomma dà la caccia alla storia, e quindi ad aggiudicarsi tutti i 4 Slam nella stessa stagione per eguagliare i soli Budge e Laver (che c’è riuscito due volte). Ed entra nel guinness dei primati anche per essersi aggiudicato la partita dopo aver salvato un match point per la tredicesima volta, la seconda sulla terra, dopo i quarti del Roland Garros 2012 contro Tsonga.

Però non ha segnato un altro record perché Roger Federer è primo anche lì,  a quota ventuno, ma ha anche la maglia nera delle partite perse dopo aver mancato un match point, sempre ventuno. Mentre quelle di Djokovic perse dopo aver fallito il match point sono appena tre. Anche il saldo di Nadal è positivo: 13 gli incontri vinti salvando match point, 8 quelli persi con match point

I più famosi e importanti di questi salvataggi, il campione serbo li ha firmati in fotocopia nelle semifinali degli Us Open, per due anni consecutivi, contro Roger Federer. Nel 2010, siglò il 5-7 6-1 5-7 6-2 7-5, in poco meno di quattro ore, prendendosi la rivincita di tre precedenti ko proprio a Flushing Meadows contro lo svizzero delle meraviglie. Nel quinto set, sul 4-5 15-40, Novak si prese i rischi giusti e, una volta agganciato il 5-5, piazzò l’ultimo sprint.

Subito dopo, nel 2011, Federer andò avanti due set a zero contro Djokovic, pur lanciatissimo da una annata stellare, coi successi a Melbourne e Wimbledon. Ma poi subì il ritorno di Nole e al quinto set si fece rimontare da 5-3 e servizio, quando, sul 5-3, con due match point, ancora consecutivi a disposizione, accusò una incredibile risposta vincente di dritto, chiese qualche applauso alla folla e sbagliò lui un dritto a sventaglio, accusando un dolorosissimo 6-7 (7) 4-6 6-3 6-2 7-5. Con Nole che, dopo aver chiesto platealmente, dopo il primo match point, l’applauso della folla – che aveva tutta contro -, fece un decisivo passo avanti nella storia della rivalità con Federer e Nadal.

Meno appariscenti, ma sicuramente indimenticabili per lui, e per l’avversario, sono stati i 4 match point che annullò al francese Florent Serra sull’erba di Halle nel 2009, per concludere 5-7 7-5 6-1. Entusiasmanti gli altri 4 che cancellò nel quarto set ad un altro francese, il ben più qualificato Tsonga, superandolo nei quarti del Roland Garros 2012, buttandosi sempre all’attacco. Con quel 6-1 5-7 5-7 7-6 (6) 6-1 raggiunse la prima delle quattro finali sulla terra rossa di Parigi (una vinta). Il suo Slam più “povero”, fra i 15 che ha conquistato, con 7 Australian Open, 4 Wimbledon e 3 Us Open.

Nel secondo set della finale del Masters 1000 di Shanghai 2012, Djokovic salvò 5 match point al “gemello” Andy Murray, nato una settimana prima di lui nel maggio 1987. Mettendo, con quel 5-7 7-6 (11) 6-3, un altro tassello importante nella loro rivalità che, ad oggi, conta 25 successi a 11 per lui.

Nel tie-break del secondo set delle semifinali di Doha 2017, vinte 4-6 7-6 (7) 6-3, Nole cancellò addirittura cinque match point – quattro consecutivi sul 2-6! – al povero Fernando Verdasco, uno dei grandi perdidor del circuito. Come si è visto anche nel bellissimo primo set giocato venerdì a Roma, ma perso, contro Nadal. Un po’ fu bravo lui a non sbagliare, molto, troppo, fu impaurito e timoroso e falloso il secondo mancino del tennis di Spagna.

2019 Roma            QF   Del Potro      4–6 7–6(6) 6–4                  (2MP)

2017 Doha            SF   Verdasco       4–6 7–6(7) 6–3                  (5MP)

2015 Montreal        QF   Gulbis         5–7 7–6(7) 6–1                  (2MP)

2012 Shanghai        F    Murray         5–7 7–6(11) 6–3                 (5MP)!

2012 Roland Garros   QF   Tsonga        6–1 5–7 5–7 7–6(6), 6–1        (4MP)

2011 Londra WTF      RR   Berdych        3–6 6–3 7–6(3)                  (1MP)

2011 US Open         SF   Federer       6–7(7) 4–6 6–3 6–2, 7–5        (2MP)

2010 US Open         SF   Federer        5–7 6–1 5–7 6–2 7–5           (2MP)

2010 Indian Wells    R32  Kohlschreiber  6–3 2–6 7–6(3)                  (3MP)

2009 Basilea           SF   Stepanek       6–7(4) 7–5 6–2                  (3MP)

2009 Halle           R16  Serra          5–7 7–5 6–1                     (5MP)

2007 Vienna          QF   Chela          6–3 5–7 7–6(2)                  (2MP)

2005 Wimbledon       R64  G.Lopez    3–6 3–6 7–6(5) 7–6(3) 6–4     (6MP)

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Fonte: sport agi

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