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Democrito. Le caratteristiche degli atomi e la cosmologia atomistica

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di Gianni De Iuliis

«I mondi son infiniti e sono differenti per grandezza: in taluni non vi è né sole né luna, in altri invece sono più grandi che nel nostro mondo, in altri ancora ci sono più soli e più lune. Le distanze tra i mondi sono diseguali, sicché in una parte ci sono più mondi, in un’altra meno, alcuni sono in via di accrescimento, altri al culmine del loro sviluppo, altri ancora in via di disfacimento, e in una parte nascono mondi, in un’altra ne scompaiono. La distruzione di un mondo avviene per opera di un altro che si abbatte su di esso. Alcuni mondi sono privi di esseri viventi e di piante e di ogni umidità. . .».
(Democrito)

Democrito (Abdera 460 ca – 360/350 ca) riprende alcuni attributi dell’essere di Parmenide , affermando che gli atomi sono pieni (non divisibili), ingenerati, immutabili, eterni.
Non vi sono differenze qualitative tra un atomo e un altro, hanno tutti la stessa materia. Esistono invece differenze quantitative tra un atomo e un altro: hanno forme e grandezze diverse.
Unendosi e separandosi tra loro determinano la nascita e la morte delle cose.
Sono immersi in uno spazio vuoto. Democrito giunge allo spazio vuoto per via deduttivo-razionale, e non mediante l’esperienza. Egli sostiene che se c’è il movimento, deve esserci anche il vuoto.
Gli atomi sono infiniti e infinite sono le loro combinazioni. Quindi infiniti sono i mondi che nascono. Lo stesso nostro mondo è infinito.
Cadendo gli infiniti atomi nello spazio infinito a differente velocità, il moto vorticoso che li contraddistingue li conduce a incontri e scontri che stanno all’origine dell’insorgenza dei vari mondi. Atomi simili avranno un comportamento simile e tenderanno ad associarsi fra loro, ma l’aleatorietà degli urti produrrà anche aggregati non perfettamente omogenei.
(54. Continua)