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David Donatello: Sofia Loren migliore attrice, incetta di premi per ‘Volevo nascondermi’ di Giorgio Diritti

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AGI – Miglior film ‘Volevo nascondermi’ di Giorgio Diritti, Sophia Loren miglior attrice protagonista, Elio Germano miglior attore protagonista, miglior canzone a Checco Zalone: questi i principali vincitori dei David di Donatello.
Il film di Diritti si porta  a casa sette statuette, tra cui miglior regista e miglior attore, Elio Germano.

Loren ha avuto il premio per ‘La vita davanti a sé’ del figlio Edoardo Ponti; “E’ difficile credere – ha detto – che la prima volta che ho ricevuto un David è stato più di 60 anni fa, ma questa sera sembra sia la prima volta. L’emozione è la stessa, la gioia è la stessa”.

Germano, che ottiene il premio per la quarta volta su sette candidature, è il protagonista di ‘Volevo nascondermi’ di Giorgio Diritti.
Il David di Donatello per la miglior canzone originale è andato a sorpresa a ‘Immigrato’ di Luca Medici-Checco Zalone scritto con Antonio Iammarino. In collegamento video il comico pugliese ha detto: “Se lo sapevo… venivo”.
Il premio per la miglior regia è stato riconosciuto a Giorgio Diritti per ‘Volevo nascondermi’, seconda volta su 13 candidature. “Oggi è come se Antonio Ligabue fosse qui con noi, un grande grande artista a cui dedico questo premio”, ha detto il regista.
Il David per la miglior sceneggiatura originale è stato vinto per ‘Figli’ da Mattia Torre, scomparso nel 2019. Il premio è stato ritirato dalla figlia Emma accompagnata in teatro dalla mamma Francesca. La bambina ha ricevuto per due volte la standing ovation del pubblico che si è alzato in piedi per ricordare il padre.
Il David per la miglior scenografia è stato assegnato a Ludovica Ferrario, Alessandra Mura e Paola Zamagni per ‘ Volevo nascondermi’ di Giorgio Diritti.
Per gli effetti visivi sono stati premiati Stefano Leoni e Elisabetta Rocca per ‘L’incredibile storia dell’Isola delle Rose’ di Sydney Sibilia.
Come miglior film straniero è stato premiato ‘1917’ di Sam Mendes distribuito in Italia da 01 Distribution.
Infine, il miglior documentario è stato riconosciuto ‘Mi chiamo Francesco Totti’ di Alex Infascelli. “Quando ho iniziato a fare questo film non avevo idea cosa fosse il calcio. Ho capito che è una famiglia e lui mi ha fatto entrare nella sua”, ha detto il regista mostrando poi un foglio con su scritto: ‘Siamo unici’, ricordando una maglietta mostrata dall’ex campione giallorosso durante un derby trionfale e dedicata a quella che sarebbe diventata sua moglie, Ilary Blasy.

Source: agi


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