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Crediti ceduti (NPL), miliardi nelle mani delle mafie. Confedercontribuenti; Bankitalia e Banche “complici” silenti.

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L’aumento di difficoltà nell’onorare i debiti causato dalla crisi economica sta finendo per ingrossare ulteriormente le mafie e la fortissima Ndrangheta in particolare. La penetrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico: l’acquisto di non performing loans, i crediti deteriorati delle imprese. «Ormai è la speculazione sui mercati finanziari ad offrire alla criminalità organizzata, e soprattutto alla ’ndrangheta, i maggiori margini di profitto», dice il prefetto Vittorio Rizzi che guida il nuovo Organismo di monitoraggio del rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia a causa della crisi dettata dalla pandemia, voluto dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Non abbiamo dubbi noi di Confedercontribuenti, dichiara il Presidente Nazionale, Carmelo Finocchiaro, che tutto cio’ “Permette infatti di riciclare il denaro sporco proveniente dalla droga, acquistando posizioni creditorie nei confronti delle imprese e, in prospettiva, asset proprietari nelle compagini societarie, di tutti i settori economici”

Negli ultimi anni lo stock di crediti deteriorati (cresciuto moltissimo dopo la crisi del 2008 e’ arrivato, in Europa, nel 2017, a 760 miliardi).  «La criminalità si inserisce nei mercati di Npl e compra questi crediti deteriorati sia per speculazioni finanziarie ma anche per impossessarsi delle attività economiche. Ci sono patrimoni che costituiscono asset particolarmente appetibili. Le banche e Bankitalia non facciano finta di niente, conclude Finocchiaro di Confedercontribuenti. La Direzione Nazionale Antimafia, intervenga rapidamente per fermare questo nuovo orizzonte per un immenso business della criminalità mafiosa. Ma serve un intervento in Europa, da parte del nostro Governo, per fermare queste scelte scellerate dell’Unione Europee.

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