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Cotticelli, ex commissario per la sanità calabrese, è stato solo un maldestro soggetto ?

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Di redazione

Quella miserabile figura fatta da Cotticelli, ex generale dei carabinieri, alla guida della sanità calabrese, dimostra come ormai molte istituzioni siano presidiate da persone che oltre ad essere incompetenti sono da definire “delinquenti” irresponsabili, messi in quei posti da una politica clientelare e senza il minimo senso dello Stato. Un commissario alla sanità inconsapevole finanche delle sue responsabilità sul piano della lotta al virus, parafulmine delle scelte sbagliate della regione, erede di anni di sfascio del sistema sanitario calabrese, l’ex generale dei carabinieri esce di scena nel peggiore dei modi. Una commedia all’italiana la scena con la sua vice che, a telecamere accese, lo rimprovera («tu ti devi presentare preparato»). Pietoso quando chiede all’intervistatore di non fargli fare figuracce, tragicamente comico quando un suo usciere mostra maggiore competenza sui numeri delle terapie intensive. Quando il 7 dicembre del 2018 è stato nominato, al governo c’era lo stesso Conte che oggi gli appoggia il capo sulla ghigliottina. Matteo Salvini, all’epoca vicepresidente del Consiglio aveva approvato la nomina, oggi lo attacca. «Legalità, legalità, legalità», questo era il motto del generale, che all’arrivo in Calabria ha voluto incontrare subito il procuratore Nicola Gratteri.  Ma tutto è finito in un disastro annunciato. Ancora piu’ grave che l’inefficienza di Cotticelli era nota al governo. Al tavolo di verifica ministeriale sul risanamento, era emersa tutta la sua incapacità, aveva portato un disavanzo di 200 milioni sull’esercizio 2019 delle aziende sanitarie calabre, e mancanze gravi sul pianto anti Covid. La realtà calabrese è drammatica con i 400 nuovi contagi di ieri. Rianimazioni, terapie intensive e ventilatori, ancora all’anno zero. I numeri sono impietosi. I posti in terapia intensiva. «Saranno 115-116, mentre sono 146 quelli che la Calabria avrebbe dovuto avere. Mancano gli anestesisti-rianimatori e infermieri di area critica». Questa è la situazione in una realtà dove tutti sanno cosa si dovrebbe fare, ognuno ha una responsabilità, nessuno fa. La salute dei calabresi in tempo di Covid è nelle mani di un supercommissario per il piano di rientro nominato dal governo,  Giuseppe Zuccatelli, che gestisce l’azienda ospedaliera di Catanzaro, ed è vicino ad Articolo 1), che avrà compiti di lotta al Covid e sarà affiancato da due vice; un direttore generale, Francesco Bevere, un soggetto attuatore per il piano anti Covid, Antonio Belcastro, con una sorta di supervisione romana di Domenico Arcuri che ha trattenuto per sé le deleghe sulla Calabria. Ma il punto centrale resta sempre lo stesso, ovvero come si fa a nominare uno come Cotticelli, incapace e  con la sua inutilità, forse funzionale a coprire gli interessi nella sanità della Ndrangheta. Questa è la triste realtà.

 

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