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COP26 a Glasgow. Un’occasione da non perdere

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A circa due anni di distanza dalla precedente edizione di Madrid nel 2019, considerata un vero e proprio fallimento sul piano sostanziale, le cancellerie nazionali avranno l’ennesima possibilità di mediazione al fine di raggiungere gli urgenti e necessari obiettivi che la società civile chiede a gran voce per la tutela ambientale e il contrasto ai cambiamenti climatici

di Giuseppe Accardi

Continua a tenere banco nell’agenda europea ed internazionale la questione della tutela ambientale e dei cambiamenti climatici. Dopo i numerosi eventi e conferenze organizzati nei mesi passati, la COP26 (CONFERENZA DELLE NAZIONI UNITE SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI) , che si terrà a Glasgow, in Scozia, dal 31 ottobre al 12 novembre 2021, rappresenta un’interessante occasione di confronto e collaborazione da non perdere, nella quale si cercherà di fare il punto della situazione individuale e collettiva delle 197 nazioni appartenenti alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
A circa due anni di distanza dalla precedente edizione (COP25, MADRID 2019), considerata un vero e proprio fallimento sul piano sostanziale, con il mancato accordo sulla questione del mercato del carbonio, le cancellerie nazionali avranno l’ennesima possibilità di mediazione al fine di raggiungere gli urgenti e necessari obiettivi che la società civile chiede a gran voce. Primo tra tutti, appunto, trovare l’accordo sulla spinosa questione dei mercati e del commercio di carbonio relativo all’art.6 degli Accordi di Parigi, rimandato dalla precedente edizione e dibattuto calorosamente in altre recenti occasioni.
Neutralità climatica e relativa emissione di co2 da combustibili fossili, rimangono i principali obiettivi già da tempo fissati nell’agenda internazionale e risulteranno necessariamente centrali al tavolo delle trattative della conferenza Scozzese. Mobilitazione dei finanziamenti e collaborazione tra tutte le parti in gioco saranno altresì nodi cruciali da sciogliere affinché la conferenza vada a buon fine.
Nonostante ciò, rimangono numerose incongruenze e perplessità provenienti dalla comunità scientifica, preoccupata dagli ultimi monitoraggi dei dati riguardanti l’aumento della temperatura terrestre, e dagli attivisti, convinti che il sistema sia fallace dalle fondamenta e la soluzione è equivalente a una “CAPITALIZZAZIONE ECOLOGICA”.
L’Italia giocherà un ruolo chiave a Glasgow, presiedendo la manifestazione insieme al Regno Unito, vedremo se il Belpaese avrà un peso determinante nell’indirizzare le trattative ed il tableau de bord della comunità internazionale o se, come prevedibile, si giungerà ad un nulla di fatto.
Sicuramente la Cop26 sarà un evento da seguire che andrà ad impreziosire un già vasto repertorio di manifestazioni, convegni ed eventi sul clima e l’ambiente, chissà se si giungerà agli esiti tanto sperati o verrà ricordato soltanto l’intervento della piccola Greta come già successo a Madrid 2019.