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Come progettare la rigenerazione urbana

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di Antonino Gulisano

Serve seminare, curare, aspettare e dopo raccogliere. Una comunità di soli raccoglitori, dopo aver preso il frutto senza una nuova semina, tende a morire, prima o poi.

Il futuro dell’economia dipende dalla capacità di subordinare funzioni e forme di pianificazione alla dinamica delle proprie attività tradizionali e di quelle innovative, in modo da ottimizzare la propria competitività e la capacità d’interazione nell’insieme dello spazio dei flussi.

  • La nuova progettazione deve comprendere contemporaneamente un decentramento e un accentramento d’individui e di occupazioni.

  • Il ruolo chiave nella pianificazione del territorio ha bisogno di uno strumento come il PRG o potenziare al massimo la connettività degli spazi attraverso Piani di comparto?

Per arrivare a ciò è necessaria una cura socio – spaziale delle forme urbane, che dovrà relazionare località, individui, comunità e flussi globali attraverso la condivisione degli spazi pubblici.

Nella nuova dimensione economica globale e nelle condizioni di rapporti di offerta abitativa e demografia urbana, dai dati statistici non c’è bisogno di un nuovo PRG nella visione di sviluppo economico da inventare.

E’ concentrare la nostra attenzione e il nostro lavoro sugli spazi fisici e i flussi di connettività sia fisica che immateriale attraverso il recupero delle nuove Agorà come centri di comunicazione e socialità interindividuali.

Desidero sotto lineare, in modo sintetico, il significato di spazio fisico e spazio dei flussi.

La rivoluzione dello spazio, nell’era della tecnologia informatica e dell’economia globalizzata, è una dimensione fondamentale del processo complessivo di trasformazione strutturale che sta avvenendo nella società. La trasformazione dello spazio va inserita nel più ampio significato di una trasformazione sociale complessiva: lo spazio non è un riflesso della società, ma una espressione di essa, dimensione fondamentale inseparabile dal generale processo di organizzazione e sviluppo sociale.

La nuova dimensione di spazio fisico e di spazio di flussi va visto in una nuova visione di vasti territori integrati funzionalmente e differenti socialmente. Queste nuove forme spaziali sono le Aree Metropolitane. Le relazioni sociali sono contraddistinte allo stesso tempo da individualismo e da comunitarismo. Entrambi i processi d’identificazione sfruttano, per affermarsi sia la dimensione spaziale sia quella della comunicazione.

Le città di tutto il mondo sono sempre più multietniche e multiculturali. Nella nostra realtà meridionale e in un tessuto socio economico destrutturato, la criminalità è saldamente inserita nel tessuto cittadino, garantendo occupazione, reddito e organizzazione sociale alla cultura dell’illegalità.

In quest’ottica bisogna lavorare attorno al concetto dei Piani di comparto per ripristinare le funzioni residenziali, culturali e artigianali, non inquinanti, anche con incentivi alle iniziative private finalizzate alla conservazione, al restauro e all’utilizzazione del patrimonio storico – architettonico, incoraggiare processi dinamici di valorizzazione che possano rilanciare la vocazione turistico- culturale del centro-storico o meglio antico. Quindi serve ammodernare le infrastrutture urbane con il nuovo concetto di rigenerazione urbana.

Il bisogno di ammodernare le infrastrutture delle nostre città, le esigenze sempre più stringenti in termini di mobilità e la necessità di rendere le città più “abitabili”, soprattutto nelle aree periferiche, hanno messo in primo piano l’esigenza di un nuovo modo di intendere e concepire l’area urbana. Negli ultimi tempi si è introdotto il concetto di rigenerazione urbana. Ma cosa significa esattamente questo termine? Come avviene la rigenerazione urbana? Qual è la normativa di riferimento in Italia?

Cosa significa rigenerazione urbana? Volendo dare una definizione possiamo definirla come un insieme di azioni volte al recupero e alla riqualificazione di uno spazio urbano. Il processo di rigenerazione avviene tramite interventi di recupero a livello di infrastrutture e servizi, limitando il consumo di territorio a tutela della sostenibilità ambientale. Rigenerare permette inoltre alla comunità di riappropriarsi e di rivivere nuovamente gli spazi rigenerati, con evidenti miglioramenti nella qualità della vita e nella sfera sociale, economica e ambientale. L’obiettivo della rigenerazione urbana è contribuire a rendere le città sostenibili e più a misura d’uomo, contrastando il frenetico ed indiscriminato ricorso al consumo di suolo edificabile. Con il costante venir meno delle superfici edificabili, si è cominciato a diffondere l’idea di recuperare il più possibile spazi e aree già presenti. Per questo motivo, architetti, ingegneri e progettisti hanno rivisto le loro priorità privilegiando una maggiore razionalità nella costruzione e favorendo azioni di recupero urbane, soprattutto delle aree periferiche più degradate.

Come avviene una riqualificazione urbana? La rigenerazione avviene attraverso il recupero minuzioso e creativo delle zone edificate in disuso, riqualificandole nel rispetto della sostenibilità ambientale e incentivando l’uso di materiali eco-compatibili.

La rigenerazione urbana sta trovando un importante spazio nella legislazione nazionale e regionale. A livello centrale, il D.L. 18 aprile 2019, n. 32, meglio noto come decreto Sblocca cantieri, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici”, ha posto come obiettivo del Governo una riduzione del consumo di suolo a favore della rigenerazione del patrimonio edilizio esistente incentivandone la razionalizzazione, promuovendo e agevolando la riqualificazione di aree urbane degradate. In tempi più recenti, con la nuova Legge di Bilancio 2020 è stata prevista, per gli anni dal 2021 al 2034, l’assegnazione ai comuni di 8,5 miliardi di euro destinati a progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Gli 8,5 miliardi sono così ripartiti:

150 milioni di euro per il 2021;

250 milioni per il 2022;

550 per ciascuno degli anni 2023 e 2024;

700 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034.

In conclusione in questa ottica della riqualificazione urbana spetta agli Enti locali, sia i singoli Comuni, sia le Aree Metropolitane.