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Arriva il generale inverno. Gli italiani al freddo?

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L’Italia è suddivisa in zone climatiche e ciò determina date diverse per l’accensione del riscaldamento. Per l’inverno 2022-23 ci saranno delle importanti novità per la crisi del prezzo del gas che, come tutti, saprete è schizzato in alto per varie ragioni. Il Governo italiano, tramite il ministero della Transizione ecologica, ha dato nuove norme per il riscaldamento e l’uso di energia, molte delle quali sono a carattere volontario.

 

di Redazione

 

Non tutti sanno che l’Italia è divisa in 6 Zone Climatiche dal Decreto del Presidente della Repubblica italiana del 26 agosto, 1993 n. 412. Questo DPR sancisce una divisione dell’Italia in sei zone climatiche,

  1. F – Zona delle montagne delle Alpi
  2. E – Zona della Pianura Padana
  3. D – Zona delle montagne degli Appennini
  4. C – Zona Adriatica verso settentrione
  5. B – Zona Tirrenica
  6. A – Sud verso oriente e Isole.

Alcune regioni italiane sono interessate prima dal freddo, in altre le giornate calde durano di più. L’Italia, infatti, è suddivisa in zone climatiche e ciò determina date diverse per l’accensione del riscaldamento.

Per l’inverno 2022-23 ci saranno delle importanti novità per la crisi del prezzo del gas che, come tutti, saprete è schizzato in alto per varie ragioni.

Il Governo italiano, tramite il ministero della Transizione ecologica, ha dato nuove norme per il riscaldamento e l’uso di energia, molte delle quali sono a carattere volontario.

Invece per quanto riguarda il nuovo regolamento della temperatura per abitazioni e luoghi di lavoro, cambierà di poco rispetto a quello degli anni precedenti, con differenze, come potrete vedere meglio nello schema qui sotto:

  • diminuzione di 1 grado centigrado per i termosifoni,
  • qualche giorno dopo per l’accensione nell’autunno
  • qualche giorno prima nella primavera per il previsto spegnimento primaverile
  • qualche ora in meno di riscaldamento durante la giornata.

Una stretta sui riscaldamenti che non interessa ospedali e case di ricovero. Le nuove regole per il funzionamento degli impianti di riscaldamento scatteranno entro settembre 2022 modificando la vigente regolamentazione della temperatura e dell’orario di accensione invernale attraverso il c.d. Piano emanato dal ministro Cingolani.

Ricordiamoci che questo sarà un cambiamento temporaneo, cioè solo per questo inverno, fino a quando non saremo indipendente all’approvvigionamento energetico.  Troppo dipendenti dal gas russo e per poter avere nuovi contratti con altri grandi produttori, in giro per il mondo, serve tempo e tecnologie come nuovi gasdotti e rigassificatori e serve tempo.

Purtroppo, la Russia, entrata in guerra con tutto il mondo occidentale, sta chiudendo tutti i gasdotti verso l’Europa. Questo ci obbliga a risparmiare per questo inverno, in attesa di trovare nuovi fornitori e ci saranno sufficienti scorte immagazzinate.

In teoria questo cambiamento dovrebbe essere solo temporaneo, ovvero solo per questo inverno.

C’è da dire che le famiglie italiane sono con il ‘gas alla gola’ (e non è una metafora) perché hanno grosse difficoltà a far fronte nel pagare il costo della bolletta.

Occorre pertanto prendere delle contromisure e risparmiare come, forse, facevano i nostri avi: vestirsi il più possibile, tenere i termosifoni spenti o comunque con la temperatura più bassa possibile. Piccoli sacrifici.

In conclusione, il Piano di risparmio energetico prevede che non è possibile superare i 19 gradi centigradi, con 2 gradi di tolleranza (massimo 21°C), all’interno delle abitazioni, delle scuole e degli uffici. Per gli edifici adibiti ad attività artigianali e industriali (o equiparabili) il limite scende a 17 gradi. Si tratta di limiti di temperatura ritenuti adeguati a svolgere al meglio le attività lavorative e per la vita quotidiana.

Abusare dei riscaldamenti danneggia l’ambiente inquinando l’atmosfera delle città. L’inquinamento generato dagli impianti è tra i maggiori fattori scatenanti dei malanni di stagione e di altri danni alla salute causati dall’escursione termica tra interno ed esterno. E attenzione al pellet che inquina anch’esso.

Forse è il caso di tornare al vecchio ‘braciere’ a raccontar fiabe e poesie ai nostri nipoti:

“Or che la neve ha coperto / d’ un manto i campi e i prati, / i comignoli sul tetto deserto / sono contenti di stare aggruppati: / L’ uno all’ altro vicini, / si sussurrano parole di attea; / aspettano che giù nei camini / un po’ di legna venga accesa. / E, quando una nuvoletta / Di fumo s’ alza e si / accinge a volare, / sospirano: “Va’! / cerca in fretta la primavera, / e falla tornare!”

Comignoli freddolosi di Luigi Ruber