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Alessandra Tommei: la fotografia come interiorità ed empatia profonda

di Rosanna La Malfa


Quando hai deciso “Io sarò Fotografa”?

Amo la fotografia sin da ragazza, intorno ai 16 anni. Ma la vita mi ha portata a fare altro. Solo intorno ai 40 ho deciso che della fotografia avrei potuto farne una professione. E così è stato. Ho dedicato mesi di studio di fotografia digitale con molto impegno, ed eccomi qui.


La fotografia: un linguaggio. Cosa dici con in mano la tua macchina fotografica e cosa pensi percepiscano gli altri?
Ciò che si percepisce guardando una fotografia è individuale. Ognuno può interpretare un lavoro artistico anche in base allo  stato d’animo del momento. E’ questo che rende affascinante tutto ciò che è creatività e arte.

Io, nelle mie foto, vedo la spontaneità che cerco di rubare alle persone che ritraggo. Cerco di scovare il volto che ognuno ha dietro la maschera. Non sempre ci riesco, ovviamente, ma questa ricerca rende il mio lavoro emozionante.


Camogli, Genova: cosa sono per Te?
La mia casa. Anche se sono nata a Bergamo, sin da poco più che bambina mi sono trasferita con la famiglia prima a Genova e poi, da sola con mio figlio, a Camogli, dove vivo da 20 anni.

Per me Genova e Camogli sono un dolce riparo che ha alle spalle una morbida catena montuosa e di fronte un romantico mare. La Liguria è il mio focolare,


Tre aggettivi per descriverti.

Sono leale, socievole, testarda: tutte caratteristiche che esprimo nelle mie foto. C’è un pezzo di me in ogni scatto, in ogni attimo che colgo da quando cammino per sttrada a quando faccio shooting fotografico. E mi sento felice.


Chi scatta delle foto, secondo te, che particolari qualità deve avere?

Un fotografo deve saper vedere. E’ un pò scontato a dirsi ma è così. Le persone corrono tutto il giorno senza mai accorgersi nemmeno di come è il cielo durante il giorno. Un fotografo guarda la forma delle nuvole, si accorge di come cambia la luce durante il giorno, nota un particolare lungo la strada. Un fotografo si guarda intorno, per vocazione.


Come vedi l’Umanità attraverso il tuo obiettivo?

È una domanda grande. L’umanità è immensa. Tutti siamo diversi e, al tempo stesso, tutti uguali. L’uomo è un animale buono ma conosce la paura. Sa che il suo tempo scorre. E questo lo trasforma in un essere complesso. Attraverso il mio obiettivo cerco solo di tirare fuori ciò che siamo veramente, senza maschera, appunto.


La fotografia è immagine. Dote e/o studio? Arrivare all’essenza delle cose in un mondo forse troppo virtuale. Come si può?
La fotografia è sia dote che studio che convergono in una sola cosa: Passione.

Arrivare all’essenza delle cose si può e si deve! Per me è lo scopo della vita. L’interiorità, l’empatia, l’amore e le emozioni. Non c’è mondo virtuale che possa privarci di queste cose, mai.


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