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Accordo dei 27, un passo verso la giustizia fiscale

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Le imprese che superano i 750 milioni di euro di giro d’affari dovranno pubblicare annualmente l’ammontare delle imposte pagate, paese per paese, all’interno dell’Unione europea. Ulteriore novità riguarda l’istituzione della Procura Europea, chiamata a vigilare e a lottare contro le frodi ai danni dell’Iva. La norma dovrà ora essere approvata sia dalla Commissione che dal Parlamento europei

di Eugenio Maria Pisano

Parlamento e Consiglio Europeo hanno raggiunto un difficile accordo sulla pubblicazione, nazione per nazione, della tassazione sostenuta dalle multinazionali all’interno dell’Unione.

Ulteriore novità riguarda l’istituzione della Procura Europea, chiamata a vigilare e a lottare contro le frodi che vengono effettuate ai danni dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA), nata dalla spinta dell’unione e normata nella sua struttura da direttive comunitarie.

Il testo della norma, che dovrà essere approvata sia dal Consiglio che da Parlamento, prevede che quelle imprese che superano i 750 milioni di euro di giro d’affari, sono assoggettate alla pubblicazione annuale dell’ammontare delle imposte pagate paese per paese. La ratio legis è quella di imporre alle multinazionali una sorta di trasparenza nei bilanci ed evitare che le stesse spostino i profitti al fine di cercare la tassazione a loro più conveniente. Infatti, secondo diversi studi, in media un quarto dei profitti delle multinazionali con sede nell’unione sposta gli stessi profitti da una nazione all’altra al fine di abbattere l’ammontare di imposte da versare.

Il testo della direttiva dovrà, successivamente all’approvazione del Consiglio e del Parlamento, essere approvato, in ultima istanza, da una maggioranza qualificata dei ventisette. L’Austria, dopo un lungo braccio di ferro, essendo profondamente contraria alla direttiva, infine ha cambiato posizione sbloccando un accordo travagliato.

Tale accordo è il primo a livello internazionale che obbliga le multinazionali alla trasparenza fiscale, in questo l’unione ha dimostrato di essere al passo nella lotta all’evasione e alla delocalizzazione fiscale. In questo momento di forti disavanzi di bilancio delle nazioni e di pesanti problematiche economiche e sociali, la strada è quella giusta, ovverosia, giustizia economica imponendo il pagamento delle imposte ed aumentare il gettito fiscale per ristorare i bilanci degli stati, ed infine, provare ad impedire alle multinazionali la delocalizzazione visto che troppo spesso riescono ad eludere le maglie del fisco.

Ulteriore tassello nella lotta alle frodi e alle elusioni fiscali è l’istituzione della Procura Europea, definita, dal procuratore capo, la giurista Laura Kövesi come “un momento storico per l’Unione Europea”. La procura, non solo lotterà contro le frodi e l’evasione IVA, ma vigilerà, anche, su come verranno usati i denari del Fondo per la ripresa, un fondo da ben 750 miliardi di euro.


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