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Bonus edilizi, una corsa ad ostacoli. Salta il sistema?

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Per il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, “le truffe e l’illecito amministrativo sono stati arginati con il Decreto Antifrode, che ha introdotto il visto di conformità e l’asseverazione anche per gli altri bonus. Decreto, purtroppo, giunto troppo tardi. Bloccare adesso le cessioni non ha senso, perché penalizza fortemente coloro che hanno necessità di completare i lavori di casa, non certo i truffatori”

di redazione

Come i gamberi, un passo avanti e tre indietro. Il mercato appare sofferente dopo l’entrata in vigore il 12 novembre 2021, del decreto Antifrodi. Sono apparsi ostacoli imprevisti che hanno alzato l’asticella per i contribuenti. In ultimo il decreto Sostegni del 27 gennaio 2022, che ha mandato in pensione il concetto di moneta fiscale, tagliando a uno il numero dei trasferimenti possibili.

Tutto ciò ha portato gli istituti di credito a chiudersi a riccio; uno dopo l’altro quest’ultimi hanno bloccato l’attivazione di nuove pratiche legate all’acquisto di crediti fiscali. Le banche hanno raggiunto la massima capacità fiscale. Troppe le richieste che stanno portando alla impossibilità di accogliere nuove domande di cessione. Il mercato di cessioni e sconti fiscali è arrivato a superare la somma di 40 miliardi: ingestibili! Capacità fiscale in esaurimento. Anche Poste Italiane è in crisi nella gestione del credito d’imposta. Infatti, recentemente ha indicato il suo tetto di acquisto di crediti in nove miliardi. Stando all’ultimo report dell’Enea (aggiornato al 31 marzo), però, le sole detrazioni maturate ad oggi per lavori da superbonus valgono 18,7 miliardi.

Il Decreto Antifrode era nato per far fronte all’emergenza quando ci si è accorti che oltre 800 milioni di euro di crediti prodotti erano fittizi; una cifra colossale, pari quasi al 30% dei crediti ceduti e che ha costretto Governo e Fisco a correre velocemente ai ripari.

Il Decreto riguarda in particolare il contrasto alle frodi relative alle detrazioni e cessioni di crediti per lavori edilizi. Viene esteso l’obbligo del visto di conformità, previsto in precedenza solo per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche all’utilizzo diretto del Superbonus da parte del beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Ciò non di meno, il Superbonus 110% è quasi sempre accompagnato da altre tipologie di detrazione, ad esempio il 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia o il 90% per il Bonus Facciate. Questo meccanismo del blocco degli incentivi applicato dagli istituti di credito implicherà un aggravio di costi, senza dimenticare l’aumento sproporzionato dei costi dei materiali che hanno già fatto saltare tutti i costi. Da qui potrebbe derivarne anche il blocco di molti progetti deliberati senza cantiere avviato, oppure la necessità, ad esempio in caso di interventi in condominio, di dovere deliberare nuove spese, allungando i tempi di tutto.

Nell’ultimo Decreto Sostegni, nel tentativo di aggirare le frodi, era stata ridotta a una sola la cessione del credito fiscale maturato. Il solo annuncio aveva spinto gli operatori, Poste e Cassa Depositi e Prestiti, a congelare i servizi di acquisto dei crediti d’imposta per il timore che le limitazioni blocchino effettivamente tali strumenti.

Su quest’onda, gli istituti di credito hanno temporaneamente sospeso l’acquisizione di nuove pratiche da privati, condomini e imprese che applicano lo sconto in fattura.

Con questo quadro normativo, sotto il peso delle troppe richieste, le maggiori banche del paese avrebbero preso atto dell’impossibilità a procedere con l’accoglimento di nuove domande di cessione, e pertanto hanno bloccato il credito.

Le truffe e l’illecito amministrativo sono stati arginati con il Decreto Antifrode, che ha introdotto il visto di conformità e l’asseverazione anche per gli altri bonus”, ha dichiarato Carmelo Finocchiaro Presidente della Confedercontribuenti, “Decreto, purtroppo, giunto troppo tardi. Bloccare adesso le cessioni non ha senso, perché penalizza fortemente coloro che hanno necessità di completare i lavori di casa, non certo i truffatori”.

All’orizzonte si profila un tracollo economico con l’impasse dei crediti di imposta che sta paralizzando il mercato, mettendo in difficoltà famiglie e imprese. Banche e assicurazioni non accetteranno più di farsi carico di crediti d’imposta e i primi a pagarne sarebbero i cittadini e le aziende che stanno lavorando nel settore.