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Stasera su Iris Tv, canale 22, alle 21,00, “Salvate il soldato Ryan” e su Rai Movie, canale 24, alle 21,10, “Il sindaco del rione Sanità”

a cura di Franco La Magna

Giudicato, non a torto, da una parte della critica e del pubblico, guerrafondaio, film bellico con un lungo inizio rabbrividente (lo sbarco in Normandia nella spiaggia di Omaha, con tutto l’orrore del massacro dei corpi squarciati, mostrati realisticamente con le viscere martoriate e gli arti staccati dal corpo) “ Salvate il soldato Ryan” (1998, stasera 7 aprile su Iris Tv, Canale 22, alle 21,00) regia di Steven Spielberg, dedica una meno traumatica seconda parte alla ricerca del soldato semplice americano Ryan, unico sopravvissuto di quattro fratelli, infine ritrovato per essere rimandato a casa ma che eroicamente rifiuta di abbandonare il campo di battaglia.

Sfaccettatura di una tipologia di personaggi eroici e vigliacchi, non esente da certa enfasi propagandistica, problematico, prodotto magniloquente tipicamente hollywoodiano, il film riesce a rendere comunque la molteplicità dei sentimenti dei vari protagonisti, spaziando dall’eroismo alla paura dosati nei vari passaggi.  Uno dei capolavori del genere bellico, dal clamoroso successo internazionale. Premiato con 5 Oscar (regia, montaggio, fotografia, effetti speciali sonori, suono).

Su Rai Movie, canale 24, alle 21,10 “Il sindaco del rione sanità” (2019) regia di Mario Martone, tratto dalla celebre commedia di Eduardo De Filippo, “uomo d’onore” che amministra la giustizia nel quartiere Sanità di Napoli. Inevitabile la tragica conclusione quando il “sindaco” incontrerà un ricco panettiere che rifiuterà i suoi “saggi” consigli.

Secondo Eduardo De Filippo  “Don Antonio Barracano non è un ‘padrino’ ma un uomo che ha vissuto sulla propria pelle l’ingiustizia e che, per amore della giustizia e sfiducia negli uomini, se la fa da sé con i mezzi a propria disposizione.  La commedia esprime quindi, secondo l’autore, la crisi della giustizia della società italiana di quegli anni, per cui chiedeva: Non è forse per la mancanza di giustizia che ci troviamo in questa condizione?” (da “Wikipedia”)


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