Il fotografo lucchese Stefano Lotumolo era diretto con altri sette viaggiatori verso il Monte Kailash. Il pullman è rimasto in piedi il tempo necessario per consentire al gruppo di raggiungere la montagna
Una manciata di secondi per scendere dal pullman e correre verso la montagna. Subito dopo, una massa violentissima di acqua, fango e detriti ha travolto il mezzo e cancellato tutto ciò che incontrava.
È il drammatico racconto di Stefano Lotumolo, fotografo lucchese di 39 anni sopravvissuto all’alluvione che ha devastato le valli dell’Himalaya lungo il confine tra Nepal e Tibet.
Lotumolo viaggiava con un gruppo di otto persone diretto verso il Monte Kailash, montagna sacra e meta di pellegrinaggio per diverse tradizioni religiose asiatiche. Il fotografo avrebbe dovuto documentare il percorso dei pellegrini, ma il viaggio si è trasformato in una disperata fuga per la vita.
Il pullman rimasto in piedi per pochi istanti
Il gruppo aveva trascorso la notte in un villaggio a una ventina di chilometri dalla frontiera. Durante il trasferimento verso il valico di Gyirong, l’intera vallata è stata investita da un’enorme onda composta da acqua, rocce e fango.
Il pullman sul quale viaggiavano Lotumolo e i suoi compagni è rimasto in piedi abbastanza a lungo da permettere a tutti di uscire. Il gruppo ha quindi cominciato a risalire il pendio, allontanandosi dal corso del fiume. Poco dopo anche il mezzo è stato trascinato via.
Da un punto più elevato, i sopravvissuti hanno assistito alla distruzione di case, strade, ponti, mezzi di trasporto e interi insediamenti. La potenza della piena ha modificato in pochi minuti il paesaggio della valle.
La notte trascorsa in una capanna
Dopo la fuga, il gruppo ha trovato riparo nei pressi di Timure insieme ad alcuni abitanti della zona. I sopravvissuti hanno trascorso la notte in una piccola costruzione di pietra, aspettando che le condizioni meteorologiche consentissero l’arrivo dei soccorsi.
La mattina successiva gli elicotteri militari nepalesi sono riusciti a raggiungere la zona. Le autorità hanno confermato che Lotumolo e l’italiana Valentina Piccinini figurano tra i turisti stranieri tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi.
Un bilancio sempre più drammatico
Il numero delle vittime accertate è salito a 469, mentre quasi mille persone risultano ancora disperse tra Nepal e Tibet. Elicotteri, unità cinofile e squadre di emergenza stanno raggiungendo le vallate isolate, ma strade distrutte e collegamenti interrotti rallentano le operazioni.
Preoccupa inoltre la formazione di nuovi laghi temporanei creati dall’accumulo di detriti. Un loro improvviso cedimento potrebbe provocare altre piene nelle zone già devastate.
Le prime valutazioni indicano che il disastro potrebbe essere stato innescato dal collasso di una massa di ghiaccio e rocce ad alta quota. Gli esperti stanno ancora ricostruendo la dinamica esatta dell’evento.
Per Lotumolo resta soprattutto la gratitudine di essere riuscito a sopravvivere insieme ai suoi compagni. Le fotografie scattate in quelle ore sono diventate la testimonianza di una tragedia che ha cancellato villaggi e spezzato centinaia di vite nel cuore dell’Himalaya.