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Napoli 2500: ‘Al Faro’, festival racconta mito in luogo inedito

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E’ l’ultima cosa che si vede uscendo dal porto e la prima che si scorge rientrando. Tra 1863 e 1963 il riferimento per un addio e per il ‘bentornato’ di 30 milioni di migranti del Sud. Il faro di Napoli e il suo San Gennaro benedicente sono il fulcro de ‘Al Faro Festival’, che si tiene dal 28 luglio al 2 agosto prossimi nell’ambito delle celebrazioni per Napoli 2500.
Il progetto, sotto la direzione artistica di Laura Valente, è realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Napoli e di Napoli 2500 con l’Autorità di Sistema Portuale di Napoli, la Marina Militare ed Ellis Island, con la partnership dell’Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, del Comune di Genova e del Faro di Genova, e promette appuntamenti inediti con star della musica, compreso un concerto all’alba, gratis e per 500 spettatori ogni volta al Molo San Vincenzo.
“Un sogno che oggi si è fatto segno – spiega Valente – portare sotto il faro di Napoli e sotto la statua di san Gennaro che benedice Napoli la gente a vedere spettacoli creati ad hoc dalla sinergia tra gli artisti e non semplici concerti è avere portato a casa un risultato importante per le celebrazioni di Napoli 2025. E nasce anche un festival con un forte significato istituzionale, perché finanziato da Comune Napoli città metropolitana, Autorità portuale e Marina militare in luogo simbolo della nostra emigrazione all’estero”.
“Stiamo restituendo alla città due chilometri di molo eccezionale – aggiunge Andrea Annunziata, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – a settembre, poi, apriremo il Museo dell’immigrazione all’Immacolatella”.
Il festival, sottolinea Teresa Armato, assessore comunale al Turismo e coordinatrice di Napoli 2025, “offre un programma colto, affascinante, inclusivo e partecipato. Un festival straordinario che nasce da una idea intelligente, restituire alla città il faro, un riferimento anche turistico, una visita alternativa e più autentica della città, che ha ispirato poeti e artisti. Gli spettacoli sono belli e intensi e un modo per riflettere su quella che è unione città con luoghi al di là oceano in cui sono arrivati i nostri migranti”. Infatti, in un due date, il 28 e il 31 giugno, sono previsti collegamenti in diretta con Ellis Island e Little Italy. Il cartellone, esplicita Valente, è pensato dagli artisti insieme, non è un banale susseguirsi di concerti. Si parte il 28 luglio con Tangheria per Napoli, rilettura di brani da Pizzolla e altri autori noti, e si prosegue con le Tammorre del faro, omaggio a Marcello Colasurdo; il 29 luglio, Napoli serva e Napoli padrona di Eugenio Bennato, un progetto che vedrà anche un duetto con Tony Esposito e un brano dedicato a San Gennaro con voci del Sud; il 30 luglio Maurizio de Giovanni sarà voce recitante di un viaggio nella canzone napoletana dei poeti, accompagnati da Marco Zurzulo. Il 31 luglio, altro viaggio, questa volta nel tempo, a quel festival di Spoleto del 1976 in cui Beppe Barra intonoò la ‘Canzone dei sette mariti’ de ‘La Gatta Cenerentola’ di Roberto De Simone; Barra, infatti, per la prima volta dopo 49 anni, la ricanterà in pubblico, in duetto con Vinicio Capossela. L’80enne artista napoletano si esibirà anche con con Flo e Gragnaniello, mentre Lina Sastri regalerà al pubblico un suo cameo.
Il primo agosto è la volta di Murmuriata, canti di lavoro delle donne, con il premio Tenco La Niña e il chitarrista Raül Refree. Per il concerto all’alba del 2 agosto, Mauro Squillante virtuoso degli strumenti a plettro, per una musica per soli mandolini dato che bisognava superare lo scoglio dell’ordinanza che impone un limite di decibel per eventi musicali in quelle ore.
“Celebriamo l’unicità di questa città – dice Bennato – il mio concerto è dedicato al mio rapporto con Napoli, un luogo che mi ha portato a confrontarmi con maestri come Edoardo De Filippo, che stentavo a credere fosse in prima fila a una ‘Gatta’, o Roberto De Simone. Uno spettacolo nuovo, completamente diverso dai miei soliti. Ma del resto Napoli è l’unica città al mondo che ha contratto con un santo sottoscritto da tre notai”. “Le città di mare sono uniche- gli fa eco Zurzolo – dove non c’è mare non c’è vita”.
Una settimana di concerti, dunque, tra villanelle e leggende, poesie e moresche, gatte e melodie mediterranee con artisti diversi tra loro per tinta e sensibilità espressiva, che guideranno il pubblico tra tradizione e nuovi linguaggi. Completa il percorso, il debutto della mostra ‘Radici migranti di Raul Lo Russo, dedicata ai volti e ai
gesti dell’emigrazione, presso i locali della Lega Navale di Napoli. Le prenotazioni avverranno attraverso la piattaforma di prenotazione online Eventbrite “Al Faro Festival” (apertura prenotazioni mercoledì 23 luglio, ore 12). Sarà possibile accedere all’evento esclusivamente attraverso le navette messe a disposizione dall’organizzazione. Punto di incontro: Giardini del Molosiglio – Via Ammiraglio Ferdinando Acton.
(AGI)
LIL