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Milano Pride: 350mila le persone in piazza

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“Abbiamo sfilato in risposta a chi ci vorrebbe invisibili, nel buio. Rispondiamo con la luce, la speranza in un cambiamento possibile. Siamo una comunità che non si fa fermare dalla paura, con le nostre ferite creiamo una rivoluzione sociale. È la resistenza di chi organizza Pride”. Così dal palco del Milano Pride la presidente di Arcigay Milano Alice Redaelli.
“In questi periodi bui la cura è l’unica cosa che importa – ha aggiunto – se questa città è cambiata negli anni lo si deve al lavoro e all’impegno di migliaia di persone. Andiamo avanti così, con le mani piene di impegno e il cuore pieno di possibilità”. “Ci vorrebbero obbedienti silenti e proni, questo è il momento di reagire agli attacchi che subiamo. Altrimenti nessuno lo farà per noi”, ha detto ancora la presidente di Arcigay nazionale Natascia Maesi dal palco del Milano Pride.
“È in atto una progressiva e sistematica erosione dei diritti sociali e civili. Viviamo nel paese più transfobico d’Europa, con il più alto numero di obiettori negli ospedali – ha aggiunto – nell’Italia di Giorgia Meloni le persone trans non esistono, i loro percorsi sono ostacolati con ogni mezzo, non abbiamo una legge per le famiglie omogenitoriali. In compenso si approva un decreto sicurezza che limita il diritto di manifestare”.
“La nostra comunità – ha proseguito Maesi – è più esposta che mai, facciamo i conti con un sistema di discriminazione mai visto. La violenza è alimentata dalle istituzioni e i discorsi d’odio sono pronunciati dalle più alte cariche dello Stato. È fascismo moderno”. (AGI)
MIK/LIL