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Migranti: assessore Milano, Piantedosi scarica responsabilità

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Milano, 8 set. – “Il ministro dell’Interno Piantedosi ha dichiarato questa mattina, sul tema della gestione dei migranti, che “non c’è una sola persona per strada”, aggiungendo “almeno non per motivi dovuti alla nostra pianificazione”. Un inciso che manifesta ancora di più la volontà di scaricare una responsabilità che invece gli appartiene”. Lo dichiara l’assessore al Welfare e salute del Comune di Milano, Lamberto Bertolé. “Lo invito a tornare a Milano, perché evidentemente si è dimenticato o non ha prestato abbastanza attenzione alle problematiche che in questi mesi sono state messe in evidenza non solo dal Comune, ma anche da chi, per conto del suo Governo – a partire da questura e prefettura -, ha dovuto affrontarle in prima persona”, ha aggiunto. L’assessore, quindi, sottolinea che “la mancanza di operatori in grado di gestire il grande flusso di richieste di asilo ha portato alle tensioni di cui tutti si ricordano in via Cagni e ha ritardato, in diversi casi, l’ingresso nei centri di accoglienza e la regolarizzazione della posizione di moltissime persone che sono rimaste in strada per mesi. Il flusso di minori stranieri non accompagnati che da mesi si concentra a Milano rende difficile se non impossibile dare una risposta tempestiva. Il risultato è che le persone, spesso anche ragazzi minorenni, sono per strada, non certo solo a Milano e non certo solo in Lombardia, come hanno ricordato tantissimi sindaci, non solo del centrosinistra, e anche il presidente Fontana”. Dunque “‘Il modello da proporre’ di cui parla il ministro per ora ha significato che tutta la responsabilità dell’accoglienza è stata riversata addosso ad alcuni territori che stanno facendo il possibile. Affermare che va tutto bene significa voltare la testa dall’altra parte e non avere nessuna intenzione di risolvere un problema che invece esiste e deve essere affrontato in maniera strutturale e non più emergenziale, affidandosi al buon cuore degli amministratori”, conclude Bertolé. (AGI)