Essere al fianco dell’Ucraina non significa essere a favore della guerra. Significa stare dalla parte del diritto internazionale, della libertà dei popoli e della difesa della sovranità nazionale.
Dal febbraio 2022, quando la Russia ha invaso l’Ucraina, milioni di cittadini ucraini hanno visto distrutte case, scuole, ospedali, imprese e comunità. Migliaia di famiglie hanno perso i propri cari, mentre un intero Paese è stato costretto a difendere la propria indipendenza.
L’Italia, membro dell’Unione Europea e dell’NATO, ha il dovere politico e morale di sostenere chi difende la propria libertà. Non si tratta soltanto di una scelta geopolitica, ma di una scelta di valori: nessuna nazione può essere privata con la forza del proprio territorio e della propria autodeterminazione.
Sostenere l’Ucraina significa lavorare per una pace giusta e duratura. Una pace che non sia la resa dell’aggredito all’aggressore, ma il risultato di un negoziato fondato sul rispetto del diritto internazionale, sulla sicurezza europea e sulla tutela delle popolazioni civili.
L’Europa deve continuare a svolgere un ruolo centrale nella ricerca di una soluzione diplomatica, ma senza ambiguità. La pace si costruisce con il dialogo, ma il dialogo può essere credibile solo se accompagnato dal rispetto delle regole e dalla difesa della libertà.
L’Italia deve continuare a sostenere il popolo ucraino sul piano umanitario, economico, politico e nella futura ricostruzione del Paese. Perché la solidarietà verso chi resiste all’aggressione non è soltanto una scelta di politica estera: è una scelta di civiltà.
Oggi, più che mai, l’Italia deve essere con l’Ucraina. Per la pace, per la libertà, per l’Europa. 🇮🇹🇺🇦