Di Giulio Ambrosetti, dal suo blog ‘The Hour Sicilia’
È arrivato il momento di dire basta a un’economia da rapina che distrugge l’ambiente
La diciamo in lingua siciliana: “Ma tutti chisti ca fannu burdellu a Catania picchì un si stavanu a casa?”. Insomma, il caldo non dà tregua alla nostra Isola da metà Giugno e già abbiamo i cabbasisi rotti per i fatti nostri. Non abbiamo bisogno delle lamentele altrui. I turisti che si sono catapultati in aereo all’ombra dell’Etna, certo, non si aspettavano i capricci del vulcano. Ma la ‘Colonna de cielo’ c’è sempre stata. E il problema della cenere lavica che invade le piste dell’aeroporto e le strade dei Comuni etnei c’è sempre stato. Con tutta la solidarietà per chi è rimasto bloccato all’aeroporto di Catania, non possiamo certo dire che siamo davanti a una sorpresa. In queste ore il Ministro siciliano Nello Musumeci, che peraltro non è nato a Catania ma solo a Militello in Val di Catania, dice che fra aeroporto e vulcano ad essere fuori posto non è certo il vulcano. Tra l’altro, la cenere è arrivata fino a Comiso – e siamo già nel Ragusano – e ha bloccato pure questo aeroporto. Insomma, trenta e due ventotto!
Basta con il turismo di massa
Leggiamo qua e là attacchi alla gestione della Sicilia, disorganizzazione e bla bla bla. Cosa si dovrebbe fare? Tassiamo tutti gli abitanti della Sicilia per risarcire i turisti e gli stessi siciliani che sono rimasti intrappolati a Catania causa capricci dell’Etna? I secondi, in verità, cioè i siciliani, sanno benissimo che a Muntagna ogni tanto la combina. Perché, per evitare camurrie, non prendono l’aereo per Palermo invece di lamentarsi? Quanto ai turisti infastiditi, scusate: la vostra presenza in Sicilia è gradita ma se l’Etna fa i capricci c’è poco da fare. Magari, la prossima volta, cambiate destinazione: ce ne faremo una ragione. Siete voi turisti che avete bisogno della Sicilia e non viceversa. Chi scrive, infatti, non è affatto d’accordo sul cosiddetto sviluppo turistico di massa, che di sviluppo ne porta poco e fa arrivare, invece, tanta confusione.
La Sicilia deve puntare sull’agricoltura e sull’aumento dei consumi interni, riducendo drasticamente l’importazione di prodotti agricoli esteri di pessima qualità e dannosi per la salute
La verità è che la povertà in cui è piombata l’Italia a causa della fallimentare Unione europea ha alimentato un turismo di massa che porta più caos che ricchezza. Se la Sicilia fosse governata bene, un turista, prima di mettere piede nella nostra Isola e nelle isole che stanno attorno alla Sicilia dovrebbe pagare almeno mille euro. Gli sembra tanto? Cambi destinazione. Il turismo di massa è solo un caotico inganno: porta benefici minimi solo per pochi (per la cronaca, quando è gestito benissimo il turismo, in Italia, non produce oltre il 10% del Prodotto Interno Lordo (PIL), crea caos, fa aumentare la presenza di rifiuti da eliminare (con relativo aumento dei costi) e consuma il nostro territorio. Non è con il turismo di massa che si rilancerà l’economia siciliana, che infatti va indietro. La Sicilia deve puntare sull’agricoltura, sull’agroindustria legata alla nostra agricoltura, aumentando i consumi interni. E riducendo drasticamente le importazioni di prodotti agricoli dall’universo mondo che, in buona parte, sono pessimi, se non dannosi per la salute. I turisti? Sì. Ma a numero chiuso. Solo per Hotel a 5 o, al massimo, 4 stelle. Il resto è solo caos che aumenta economia sommersa e lavoro nero. Lo ha capito anche l’Etna, che sta solo indicando la giusta via alla politica.