Di Raffaele Romano, storico
La durezza e l’asprezza della realpolitik è fatta in un unico modo: con la forza in campo! Può piacere o non piacere ma tant’è! Siamo nel 1944…
La nuova situazione geopolitica compresa perfettamente dal De Gasperi partiva da una chiara visione che in atto vi era
“La frattura tra la posizione americana e quella inglese era divenuta quindi evidente, con una contrapposizione diretta tra Roosevelt e Churchill” (1)
Inoltre, Churchill iniziava a rendersi conto, come se ne era reso conto De Gasperi, che la forza americana lo relegava un po’ ai margini e, per contrastare questa deriva, decise di recarsi a Mosca da Stalin il 9 ottobre del 1944 con lo scopo primario di aumentare la sua sfera d’influenza sull’Italia.
“… durante la riunione tra sovietici e inglesi del 9 ottobre 1944 Churchill propose una tabella, in cui venivano fissate le percentuali d’influenza dell’Urss e della Gran Bretagna nei Balcani” (2)
Le percentuali concordate nel celebre appunto furono le seguenti:
Romania: 90% URSS, 10% Gran Bretagna;
Grecia: 90% Gran Bretagna (e alleati), 10% URSS;
Bulgaria: 75% URSS, 25% Gran Bretagna;
Ungheria: 50% URSS, 50% Gran Bretagna;
Jugoslavia: 50% URSS, 50% Gran Bretagna;
Ecco nella foto l’appunto scritto da Churchill e approvato da Stalin:
Nota 1 da: Elena Aga Rossi e Victor Zaslavsky, Togliatti e Stalin, Ed. Il Mulino, Bologna 1997, pag. 74; Nota 2 da: idem pag. 76;