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La corsa al Campidoglio di Virginia Raggi trova poche sponde del M5s

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AGI – L’appello di Virginia Raggi a far votare la base M5s sulla sua ricandidatura, per ora, non trova grandi sponde nel Movimento. La sindaca domanda chiarezza a chi in privato tra i 5 stelle le chiede di fare un passo indietro in favore di un candidato unitario del centrosinistra per il Campidoglio, sostenuto da 5 stelle, Pd e LeU. Ovvero la maggioranza che ha retto il secondo governo di Giuseppe Conte.

L’ex premier che da più parti viene invocato perché spenda il suo nome in favore di un candidato unitario, come potrebbe essere Roberto Gualtieri, che in questi giorni sta riflettendo su una possibile corsa per Palazzo Senatorio.

Ma il Movimento è già alle prese con i dissensi interni sul sostegno al governo di Mario Draghi così come sulla composizione del nuovo Comitato direttivo. E gli esponenti di punta dei 5 stelle si sono tenuti alla larga dalla questione, ad eccezione di poche parole spese (senza grande enfasi) dall’ex capo politico Luigi Di Maio.

Oltre a questo, nessun post o dichiarazione social, come ci si sarebbe potuti aspettare. Fonti parlamentari pentastellate sottolineano come le regole per le candidature alle amministrative verranno fissate, come sempre avvenuto, per tutti i Comuni che andranno al voto – a giugno o a settembre – e difficilmente ci saranno pronunciamenti per i singoli casi. Prima, viene spiegato, c’è da definire la composizione del nuovo vertice, poi si penserà alla partita elettorale. 

Oggi è arrivato un endorsement pro Raggi dell’eurodeputato Fabio Massimo Castaldo. Ma, di fatto, nelle ultime settimane a sostegno della sindaca si sono schierati soprattutto alcuni nomi che in questo momento sono contrari alla linea governista e rischiano l’espulsione come Barbara Lezzi, Nicola Morra.

E Alessandro Di Battista, da sempre vicino alla sindaca, che dopo lo strappo con il Movimento ormai sottolinea di parlare da semplice “cittadino”. 

La Raggi inoltre deve guardare anche al fronte interno. La maggioranza M5s in Assemblea Capitolina si assottiglia, oggi è uscita la terza consigliera in cinque anni: Agnese Catini, passata al Misto anche in contrarietà al sostegno al governo Draghi.

A lei potrebbe aggiungersi anche Simona Ficcardi. L’Aula ha votato l’ultimo bilancio di previsione con soli 23 voti a favore. Di fatto, senza il sostegno dei 4 consiglieri della ‘fronda’ 5 stelle – che chiede un candidato unitario di centrosinistra – la sindaca non avrebbe più la maggioranza.

Voci parlano dei frondisti pronti a dare vita ad una ‘lista Conte’ per le elezioni in vista della creazione di una nuova maggioranza. 

Vedi: La corsa al Campidoglio di Virginia Raggi trova poche sponde del M5s
Fonte: cronaca agi


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