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Italia spaccata a metà dopo la frana in Molise. Ma il silenzio regna sovrano

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C’è un’Italia che frana, letteralmente. E ce n’è un’altra che guarda altrove. La recente emergenza in Molise riporta con forza una verità scomoda: il Paese è diviso, non solo economicamente, ma anche nella capacità di reagire alle crisi. E mentre il territorio cede, il silenzio istituzionale e mediatico diventa assordante.

Un territorio fragile, una tragedia annunciata

Il dissesto idrogeologico non è una novità. È una costante. Frane, alluvioni, smottamenti: fenomeni che si ripetono con una regolarità inquietante.

Il Molise, come molte aree interne del Paese, è particolarmente esposto. Territori fragili, spesso abbandonati, con infrastrutture insufficienti e manutenzione carente.

E ogni volta si ripete lo stesso copione: emergenza, interventi urgenti, promesse. Poi il nulla.

L’Italia delle emergenze e quella delle priorità

Di fronte a queste tragedie, emerge una frattura profonda.

C’è un’Italia che riceve attenzione immediata, risorse, copertura mediatica. E un’altra – quella dei piccoli centri, delle aree interne – che resta ai margini.

Il Molise, ancora una volta, sembra appartenere a questa seconda Italia. Una terra che esiste solo quando accade qualcosa di grave, per poi tornare rapidamente nell’ombra.

Il silenzio che pesa più della frana

Il problema non è solo la frana. È il silenzio che la circonda.

Un silenzio politico, fatto di dichiarazioni timide o assenti.

Un silenzio mediatico, che dedica spazio limitato a tragedie che non fanno audience.

Ma soprattutto è un silenzio strutturale: quello di uno Stato che non riesce a prevenire, a pianificare, a proteggere.

Prevenzione: la grande assente

In Italia si continua a intervenire dopo, raramente prima.

Eppure la messa in sicurezza del territorio dovrebbe essere una priorità nazionale. Non un tema secondario.

Servirebbero:

  • investimenti costanti,
  • monitoraggio continuo,
  • manutenzione ordinaria,
  • una visione di lungo periodo.

Senza tutto questo, ogni frana è destinata a ripetersi.

Una questione di giustizia territoriale

Il dissesto idrogeologico non è solo un problema ambientale. È una questione di equità.

Perché vivere in una zona fragile non può significare essere cittadini di serie B.

Il diritto alla sicurezza del territorio dovrebbe essere uguale per tutti, dal Nord al Sud, dalle grandi città ai piccoli borghi.

La frana in Molise non è un episodio isolato. È il simbolo di un Paese che continua a rincorrere le emergenze senza mai risolverle.

E il vero rischio non è solo che il terreno continui a cedere.

È che continui a cedere anche l’attenzione, la responsabilità, la politica.

Perché quando il silenzio diventa la risposta, il problema è molto più profondo della frana.