Bollino rosso in tre città il 27 agosto e in nove il 28. Il picco tra venerdì e sabato, poi una prima attenuazione. Ma settembre potrebbe iniziare ancora con temperature superiori alla media
L’Italia entra nella fase più intensa della quinta ondata di calore dell’estate 2026. Una massa d’aria rovente proveniente dall’Africa settentrionale sta risalendo verso il Mediterraneo, sospinta da un potente anticiclone subtropicale che porterà temperature fino a 8-10 gradi superiori alle medie stagionali.
Le regioni più esposte saranno quelle del Centro-Sud e le due Isole maggiori. La situazione più difficile è prevista in Sicilia, dove nelle aree interne e orientali i termometri potrebbero raggiungere 44-45 gradi, con valori localmente ancora più elevati.
Non si tratta soltanto di una giornata eccezionalmente calda. La persistenza dell’alta pressione, l’assenza di ventilazione e le temperature notturne molto elevate aumentano il rischio per la salute, soprattutto nelle grandi città.
L’escalation del caldo
Il 27 agosto il Ministero della Salute ha indicato il bollino rosso per Bari, Palermo e Campobasso. Altre undici città risultano in allerta arancione e nove in preallerta gialla.
Il livello rosso segnala condizioni che possono avere conseguenze negative non soltanto per anziani, bambini, malati cronici e donne in gravidanza, ma anche per persone sane e attive esposte a lungo alle alte temperature.
La giornata più difficile dovrebbe essere venerdì 28 agosto, quando le città in bollino rosso saliranno a nove. Il caldo eccezionale si estenderà dalle regioni meridionali a parte del Centro.
Le previsioni indicano:
44-45°C nella Sicilia orientale e nelle aree interne dell’Isola;
fino a 44°C in Sardegna;
circa 42°C a Foggia;
punte di 40°C a Frosinone, Terni e Isernia;
tra 38 e 39°C a Roma;
temperature superiori ai 40°C anche in Calabria, Basilicata, Molise e nell’entroterra pugliese.
In Sicilia il caldo sarà particolarmente difficile da sopportare anche durante la notte. Lungo alcune zone costiere le temperature minime potrebbero non scendere sotto i 27-28 gradi, impedendo agli edifici e all’organismo umano di disperdere il calore accumulato durante il giorno. �
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Il blocco atmosferico
La nuova ondata è determinata da una configurazione atmosferica molto stabile. Una profonda ondulazione delle correnti atlantiche sull’Europa occidentale favorisce la risalita dell’anticiclone nordafricano verso l’Italia e la Penisola balcanica.
Il nostro Paese si trova così dentro una sorta di blocco atmosferico: l’aria calda rimane intrappolata per più giorni, mentre le perturbazioni atlantiche riescono a interessare soltanto marginalmente le regioni settentrionali.
Al Nord-Ovest il caldo sarà meno estremo e potranno verificarsi temporali sulle Alpi e sulle Prealpi. Al Centro-Sud, invece, prevarranno sole, afa e temperature eccezionalmente elevate. Nell’atmosfera potrebbero essere presenti anche polveri provenienti dal Sahara. �
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Evoluzione meteo e attenuazione
Sabato 29 agosto il Centro e parte del Nord dovrebbero iniziare a beneficiare di una moderata diminuzione delle temperature. A Roma e Firenze le massime potrebbero tornare intorno ai 34 gradi.
Il Sud e la Sicilia resteranno invece ancora nella morsa dell’anticiclone, con valori diffusamente compresi fra 38 e 42 gradi e la possibilità di nuovi record per l’ultima parte di agosto.
Una prima attenuazione più consistente è attesa tra domenica 30 e l’inizio della settimana successiva. Non si tratterà, tuttavia, di un improvviso passaggio all’autunno: le temperature dovrebbero scendere rispetto ai picchi estremi, ma potrebbero rimanere superiori alle medie del periodo.
Le previsioni a diversi giorni devono comunque essere considerate come una tendenza. La velocità e l’intensità del cambiamento dipenderanno dalla capacità delle correnti atlantiche di indebolire l’alta pressione africana.
Prospettive per settembre
L’inizio di settembre potrebbe portare un clima meno estremo, ma ancora pienamente estivo. Le proiezioni indicano la possibilità di nuove fasi calde, alternate a temporali anche intensi soprattutto al Nord e nelle zone interne.
La frequenza delle ondate di calore oltre Ferragosto conferma il progressivo prolungamento della stagione estiva. Le tradizionali “rotture” di fine agosto appaiono sempre meno regolari, mentre masse d’aria subtropicali riescono a raggiungere il Mediterraneo anche a settembre inoltrato.
Non è possibile stabilire con precisione, già da oggi, l’andamento dell’intero mese. È però probabile che le temperature rimangano spesso superiori alle medie climatiche, pur senza mantenere continuamente gli eccezionali valori di questi giorni.
Il contesto ambientale
Il caldo estremo moltiplica il rischio di incendi, aggrava la siccità, aumenta l’evaporazione delle riserve idriche e mette sotto pressione le reti elettriche. In agricoltura accelera la perdita di umidità del terreno e può danneggiare coltivazioni, allevamenti e produzioni ortofrutticole.
Le città soffrono ancora di più per l’effetto delle cosiddette isole di calore urbane. Asfalto, cemento e scarsità di alberi assorbono energia durante il giorno e la rilasciano durante la notte, mantenendo elevate le temperature anche dopo il tramonto.
La quinta ondata dell’estate non può quindi essere considerata soltanto un’anomalia meteorologica. È un ulteriore segnale di un clima che cambia e di territori ancora insufficientemente preparati.
Come proteggersi
Il Ministero della Salute raccomanda di evitare l’esposizione diretta nelle ore più calde, bere frequentemente, limitare l’attività fisica all’aperto e prestare particolare attenzione alle persone che vivono sole.
Il sistema nazionale monitora 27 città e pubblica bollettini con previsioni a 24, 48 e 72 ore. Il livello rosso corrisponde a un’ondata persistente con rischio elevato per la popolazione. �
Bollettini sulle ondate di calore +2
Occorre inoltre proteggere chi lavora all’aperto. Nei cantieri, nei campi, nella logistica e nei servizi urbani devono essere applicate pause, turnazioni e sospensioni nelle ore di maggiore pericolo. Con temperature vicine ai 45 gradi, la tutela della salute non può essere affidata soltanto alla prudenza individuale: servono prevenzione, controlli e responsabilità dei datori di lavoro.