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IT Wallet su App IO, documenti digitali e nuovi servizi in arrivo

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Su App IO ci sono già patente, tessera sanitaria e Disability Card ma il wallet italiano crescerà a breve con ISEE, notifiche e altri servizi della PA.

Su App IO il portafoglio digitale italiano è già una realtà concreta: oggi si possono caricare patente di guida, tessera sanitaria e Carta europea della disabilità, conservandole all’interno dell’IT Wallet come versioni digitali ufficiali dei documenti cartacei, utilizzabili nei contesti già abilitati dalla piattaforma. Il progetto entra ora in una nuova fase di crescita. Dopo il debutto dei primi tre documenti, il calendario di estensione prevede l’arrivo di nuove credenziali e attestazioni della PA, con la tessera elettorale già indicata tra i prossimi contenuti del portafoglio digitale.

I documenti già disponibili su App IO

Al momento, dentro l’IT Wallet si possono attivare tre documenti. La patente digitale può essere mostrata in Italia durante i controlli su strada, la tessera sanitariaconsente l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale e la Carta europea della disabilità mantiene gli stessi usi già previsti dalla versione fisica. È questo il tratto che distingue il portafoglio digitale da una semplice raccolta di file sullo smartphone: i dati arrivano dagli stessi enti che emettono i documenti cartacei e vengono resi disponibili dentro un sistema pubblico progettato per l’identificazione e l’accesso ai servizi.

I documenti in arrivo entro il 2027

La prossima estensione del sistema riguarda nuovi documenti e attestazioni digitali della Pubblica amministrazione. Tra i contenuti già indicati figura la tessera elettorale, mentre il percorso di ampliamento comprende anche certificazioni e credenziali utilizzabili nei servizi online. Per la carta d’identità elettronica il cantiere resta aperto, non ancora definito in modo completo. Il percorso richiede infatti ulteriori passaggi tecnici e regolatori, già emersi anche nelle precedenti fasi di sviluppo del sistema.

Accanto ai documenti, cresceranno anche le funzioni collegate ai servizi digitali, come nel caso delle deleghe digitali ai servizi della PA, destinate a dialogare con il portafoglio.

L’obiettivo fissato per il 2027 è quello di portare nel portafoglio digitale un numero molto più ampio di contenuti, fino a circa 200 documenti resi disponibili dalle amministrazioni. Tra i servizi e le credenziali attese figurano certificati digitali, attestati di frequenza scolastica, certificazioni ISEE, documenti anagrafici e anche la prova dell’età online senza dover esibire ogni volta un documento di identità completo.

 

Altri soggetti, compresi operatori privati, potranno rendere disponibili servizi integrati all’interno dell’ecosistema digitale.

IT Wallet come promotore della PA Mobile

L’evoluzione di IT Wallet non riguarda solo il numero delle credenziali caricabili ma anche il ruolo che lo smartphone stesso può assumere nel rapporto con amministrazioni e servizi. Il portafoglio digitale nasce infatti per ospitare attestati elettronici verificati alla fonte, da esibire quando richiesti senza dover ripetere ogni volta controlli o passaggi documentali. La traiettoria è quella di un ambiente unico digitale in cui raccogliere documenti personali, certificazioni e prove di status. È su questo terreno che si giocherà la fase successiva del progetto, con un allargamento progressivo delle funzioni già attive su App IO.

 

Accesso al portafoglio digitale con SPID o CIE

Per usare Documenti su IO bisogna scaricare o aggiornare l’app ed entrare con SPID o CIE. L’attivazione è facoltativa, gratuita e riservata alle persone maggiorenni che siano titolari di documenti validi. Una volta completato l’accesso, il cittadino può scegliere quali documenti aggiungere alla sezione Portafoglio.

I numeri raggiunti finora mostrano che il progetto ha superato la fase iniziale di test. Con oltre 10 milioni di attivazioni e 17,3 milioni di documenti caricati, il wallet non è più una promessa di sistema ma una funzione già entrata nell’uso quotidiano. Il passaggio che resta da presidiare riguarda adesso la qualità dell’estensione: quali documenti arriveranno davvero per primi, con quale valore d’uso e con quale integrazione rispetto ai servizi che App IO sta già assorbendo.

Fonte: PMI