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Infortuni sul lavoro: urge accelerare sul tema della sicurezza

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Nel 2023 gli infortuni sul lavoro sono diminuiti del 16% rispetto all’anno precedente, ma il numero di quelli con esito mortale resta sopra i mille. Dati che evidenziano come sia ancora lunga la strada da percorrere in tema sicurezza, spingendo il governo ad annunciare nuove misure in materia
Bruno Bernasconi

La tragedia di Firenze dello scorso 16 febbraio, in cui hanno perso la vita cinque lavoratori, ha riportato in primo piano il tema della sicurezza sul lavoro, spingendo il governo ad annunciare un nuovo pacchetto di norme, inserito nella bozza del decreto PNRR presentata il 26 febbraio in Consiglio dei Ministri. Intervento che fa seguito ai dati illustrati dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, nella sua informativa al CdM dello scorso 21 febbraio, in cui ha sottolineato le criticità emerse soprattutto nell’ambito delle aziende edili: “Per quanto riguarda gli accessi ispettivi in edilizia, il livello di irregolarità registrato è stato pari al 76,48%, con un tasso di irregolarità media che supera l’85,2% nel caso di aziende impegnate in lavori collegati al superbonus 110%”.

Ma qual è lo stato attuale e il numero degli incidenti sul lavoro in Italia? Secondo l’ultimo Bollettino Inail delle denunce di infortunio e malattie professionali, nel 2023 si sono rilevate complessivamente 585.356 denunce di infortunio, il 16,11% in meno rispetto al 2022, di cui 491.165 (-19,19%) riguardano gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro e 94.191 (+4,70%) infortuni in itinere. La maggior parte del calo è attribuibile alle lavoratrici, che hanno segnato un -27,6% fino a 207.484 (-8,1% a 377.872 la quota maschile), complice la significativa riduzione dei contagi da COVID-19 registrata nel 2023; contagi che, dall’inizio della pandemia, hanno riguardato soprattutto le donne, più numerose nel settore della sanità e assistenza sociale e quindi più a rischio.

L’incidenza dei casi per i quali si è rilevato il coinvolgimento del mezzo di trasporto è del 2,84% per gli infortuni in occasione di lavoro e del 59,77% per gli infortuni in itinere. A livello territoriale, si registrano diminuzioni del 20,59% a 75.454 per il Sud, del 19,59% a 173.271 per il Nord-Ovest, del 18,56% a 37.941 per le Isole, del 15,95% a 114.220 per il Centro e del 9,93% a 184.470 per il Nord-Est. Il numero delle denunce è in discesa in tutte le regioni, con le maggiori diminuzioni rilevate in Campania (-35,56%), Liguria (-31,53%), Molise (-26,75%) e Lazio (-24,75%).

Figura 1 – Denunce di infortunio per macro-aree

Figura 1 – Denunce di infortunio per macro-aree

Fonte: Inail

Nel complesso, le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.041, a fronte delle 1.090 rilevate nel 2022 (-4,5%), con aumenti per il Sud (+8,51% a 255) e per le Isole (+7,14% a 90), mentre si rilevano diminuzioni per il centro (-14,22% a 193), per il Nord-Ovest (-10,30% a 270) e per il Nord-Est (-4,90% a 233). Dei 1.041 casi rilevati, 799 (+1,14%) riguardano gli infortuni in occasione di lavoro e 242 (-19,33%) gli infortuni in itinere. Infine, nel 2023 le denunce di malattie professionali protocollate sono state 72.754, il 19,71% in più rispetto al 2022.

Figura 2 – Denunce di infortunio con esito mortale per macro-aree

Figura 2 – Denunce di infortunio con esito mortale per macro-aree

Fonte: Inail

Numeri che, seppure in leggero miglioramento, non restituiscono comunque un quadro confortante, evidenziando come in tema di sicurezza sul lavoro ci sia ancora molta strada da fare, a cominciare dai controlli. A tal proposito, il Ministro Calderone ha evidenziato che, con l’attuale organico, nel 2024 sarà possibile sviluppare un’attività investigativa specifica maggiore del 40% rispetto al 2023, aggiungendo che viste le risultanze in ordine all’altissima incidenza di irregolarità nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro saranno sbloccate le assunzioni per incrementare il contingente degli ispettori del lavoro, del nucleo ispettivo Carabinieri e del personale ispettivo di INPS e Inail.

Le principali novità del “pacchetto sicurezza sul lavoro” contenuto nel decreto comprendono inoltre la cosiddetta “patente a crediti” per le imprese e l’aumento dei controlli con sanzioni penali per appalti e subappalti; previsti inoltre meno controlli per le imprese più virtuose grazie all’inserimento nella “Lista di conformità INL”. Nel dettaglio, i datori di lavoro cui è stato rilasciato l’attestato non saranno sottoposti, per un periodo di 12 mesi a ulteriori verifiche da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro nelle materie oggetto degli accertamenti, fatte salve le verifiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, le eventuali richieste di intervento, nonché le attività di indagine disposte dalla Procura della Repubblica.

In merito all’introduzione di un nuovo sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi (patente a crediti), obbligatoria per imprese e lavoratori autonomi che intendano operare nell’ambito di cantieri edili, si tratta in realtà di un’iniziativa già prevista dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ma rimasta inattuata. A partire da ottobre 2024, la patente verrà rilasciata dalla competente sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro subordinatamente al possesso di vari requisiti, prevedendo un punteggio che parte da 30 crediti e viene ridotto in caso di violazioni, con la possibilità per l’INL di decidere la sospensione cautelativa in caso di eventi gravi, come infortuni sul lavoro con esiti mortali, ai quali è stato attribuito un valore di 20 punti, o di inabilità permanente, 15 punti. Sotto i 15 punti l’impresa non può operare nei cantieri e dovrà recuperare punteggio anche attraverso corsi di formazione. E nei casi di infortuni da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, la competente sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro potrà sospendere, in via cautelativa, la patente fino a un massimo di 12 mesi.

Bruno Bernasconi, Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali