Per Il libro della domenica scegliamo questa settimana Il mondo dopo Gaza (The World After Gaza) di , uno dei saggi che più direttamente interrogano la crisi morale e geopolitica aperta dalla guerra iniziata dopo il 7 ottobre 2023.
Non è semplicemente un libro sul conflitto israelo-palestinese. Mishra prova a utilizzare Gaza come lente attraverso cui osservare qualcosa di molto più vasto: la crisi dell’universalismo occidentale, il peso della memoria dell’Olocausto, il rapporto fra colonialismo e decolonizzazione e la crescente distanza tra Occidente e Sud globale.
Il punto di partenza è radicale: cosa accade all’autorità morale dell’Occidente quando i principi proclamati come universali — tutela dei civili, diritti umani, diritto internazionale — vengono percepiti nel resto del mondo come applicati in maniera selettiva?
Mishra sostiene che Gaza abbia accelerato una frattura già presente.
Per molti Paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, la guerra non viene letta soltanto come un conflitto regionale, ma attraverso la memoria del colonialismo e delle gerarchie internazionali costruite nei secoli precedenti.
È la tesi dell’autore, naturalmente, e il libro va letto anche criticamente: proprio la sua interpretazione della storia di Israele, dell’Europa e del colonialismo ha alimentato un dibattito intenso.
Il passaggio più delicato riguarda il rapporto fra la memoria della Shoah e il presente.
Mishra, nato in India e formatosi quindi fuori dalla tradizione politica europea, racconta quanto la conoscenza dell’Olocausto abbia influenzato la propria formazione intellettuale.
Ma pone una questione controversa: la memoria di Auschwitz può essere contemporaneamente fondamento della particolare sensibilità europea verso la sicurezza di Israele e principio universale che impone di proteggere ogni popolazione civile?
È uno dei punti sui quali il libro divide maggiormente.
Il valore della lettura sta anche qui: costringe il lettore a confrontarsi con argomenti difficili senza pretendere che debba necessariamente condividerli.
Probabilmente la parte geopoliticamente più interessante riguarda il cambiamento della percezione internazionale dell’Occidente.
Il mondo del XXI secolo non coincide più con Europa e Stati Uniti.
India, Cina, Brasile, Sudafrica, Indonesia, Paesi africani e potenze del Golfo possiedono crescente peso economico e politico. E portano con sé memorie storiche differenti.
La guerra di Gaza diventa quindi, nella ricostruzione di Mishra, uno degli eventi attraverso cui emerge un mondo post-occidentale e multipolare.
Non significa necessariamente la fine dell’Occidente. Significa che l’Occidente non possiede più automaticamente il monopolio della definizione delle regole e della narrazione internazionale.
Nel settembre 2026 il libro appare persino più interessante rispetto al momento della pubblicazione.
Gaza, Iran, Ucraina, competizione USA-Cina, crescita dei BRICS e ricerca europea di autonomia strategica appartengono a scenari differenti, ma condividono una domanda:
chi stabilirà le regole del nuovo ordine mondiale?
Mishra offre una risposta fortemente critica nei confronti dell’Occidente. Non è necessario accettarla integralmente per riconoscere l’utilità del libro.
Anzi, è proprio questo il motivo per cui merita di essere letto.
Un buon saggio non deve necessariamente confermare ciò che pensiamo. Deve costringerci a verificare se le categorie attraverso cui interpretiamo il mondo funzionano ancora.
Il mondo dopo Gaza parla certamente di Israele e Palestina.
Ma parla altrettanto di Europa, Stati Uniti, colonialismo, nazionalismo, memoria, diritti umani e trasformazione dell’ordine internazionale.
E soprattutto pone una domanda destinata a rimanere con noi ben oltre la conclusione delle guerre attuali:
se vogliamo che i diritti siano universali, siamo disposti ad applicarli anche quando politicamente ci costa?
È per questa domanda, più ancora che per le risposte offerte dall’autore, che Pankaj Mishra è il nostro Libro della domenica del 27 settembre 2026.
Il libro della domenica
Rubrica culturale del Quotidiano dei Contribuenti