Viviamo in un’epoca attraversata da cambiamenti climatici, rivoluzioni tecnologiche, tensioni geopolitiche, crisi energetiche e trasformazioni economiche profonde. In questo scenario Jeremy Rifkin propone una riflessione radicale: il XXI secolo non sarà definito dalla crescita infinita, ma dalla capacità delle società di adattarsi, resistere e rigenerarsi.
Secondo Rifkin, stiamo entrando nell’Età della Resilienza, un tempo in cui governi, imprese e cittadini dovranno imparare a convivere con eventi sempre più complessi e imprevedibili.
L’autore sostiene che il modello economico costruito sulla globalizzazione senza limiti e sul consumo crescente delle risorse naturali stia mostrando tutte le sue fragilità.
Le grandi sfide del futuro saranno:
La parola chiave non sarà più soltanto efficienza, ma resilienza.
Per un Paese come l’Italia il messaggio è particolarmente attuale.
La competitività futura non dipenderà soltanto dal PIL, ma dalla capacità di costruire:
Anche il dibattito sul dopo PNRR, sul ruolo della Sicilia nel Mediterraneo e sul futuro delle imprese italiane può essere letto attraverso questa lente.
“Le società che sopravvivranno non saranno necessariamente le più ricche, ma quelle più capaci di adattarsi ai cambiamenti.”
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Un saggio lucido, documentato e ricco di spunti per comprendere il rapporto tra economia, ambiente, tecnologia e futuro. Una lettura particolarmente utile per chi vuole ragionare sulle sfide che attendono l’Italia e l’Europa nei prossimi anni.