Quando l’informazione diventa potere: la grande sfida dell’intelligenza artificiale alla democrazia
Viviamo nell’epoca in cui l’umanità dispone della più grande quantità di informazioni mai prodotta. Eppure, paradossalmente, distinguere il vero dal falso sembra diventare ogni giorno più difficile.
È da questa contraddizione che prende le mosse Nexus, il grande saggio di Yuval Noah Harari, storico e filosofo conosciuto in tutto il mondo per Sapiens, Homo Deus e 21 lezioni per il XXI secolo. L’edizione italiana è pubblicata da Bompiani.
Harari compie un viaggio impressionante attraverso migliaia di anni di storia per raccontare qualcosa che accompagna l’uomo fin dalla nascita delle prime comunità: il potere dell’informazione.
Dalle società dell’età della pietra alla scrittura, dai testi religiosi alla burocrazia degli Stati, dalla stampa ai grandi mezzi di comunicazione, fino a Internet, agli algoritmi e all’intelligenza artificiale, l’autore mostra come le reti informative abbiano contribuito a costruire imperi, religioni, istituzioni e sistemi politici.
È forse questo il punto più interessante del libro.
Siamo abituati a pensare che aumentando la quantità di informazioni aumenti automaticamente anche la nostra conoscenza. Harari mette radicalmente in discussione questa convinzione.
Una rete informativa può diffondere conoscenza, ma può anche propagare miti, propaganda e falsità. Può unire milioni di persone intorno a un progetto comune oppure trasformarsi in uno straordinario strumento di controllo.
Ed è precisamente qui che Nexus diventa un libro profondamente contemporaneo.
Con l’intelligenza artificiale avviene qualcosa di diverso rispetto alle precedenti rivoluzioni tecnologiche.
Non abbiamo più soltanto strumenti attraverso i quali gli uomini comunicano. Stiamo costruendo sistemi capaci di elaborare autonomamente enormi quantità di informazioni e di intervenire sempre più profondamente nei processi attraverso i quali prendiamo decisioni.
La domanda diventa allora politica prima ancora che tecnologica:
chi controllerà questi sistemi?
E, soprattutto:
chi controllerà coloro che li controllano?
È una questione decisiva per le democrazie.
Algoritmi, social network e IA possono ampliare enormemente l’accesso alla conoscenza, ma possono anche moltiplicare disinformazione e manipolazione e concentrare una quantità straordinaria di potere nelle mani di pochi soggetti.
La riflessione più interessante che possiamo ricavare dal libro riguarda proprio la qualità delle nostre istituzioni.
Una società libera non è tale perché non commette errori. È libera perché possiede strumenti attraverso i quali può scoprire, discutere e correggere i propri errori.
Giornalismo indipendente, ricerca scientifica, magistratura autonoma, pluralismo politico, università e libertà di espressione non rappresentano quindi semplicemente elementi accessori della democrazia.
Sono i suoi meccanismi di autocorrezione.
Quando questi meccanismi vengono indeboliti, anche una società apparentemente democratica può progressivamente perdere la capacità di distinguere informazione, propaganda e potere.
Nexus non è soltanto un libro sull’intelligenza artificiale.
È soprattutto un libro sul potere.
Ci obbliga a domandarci quale società vogliamo costruire mentre una rivoluzione tecnologica senza precedenti sta modificando lavoro, informazione, economia, politica e perfino il nostro modo di interpretare la realtà.
Harari non offre soluzioni semplici. Ed è proprio questo uno dei pregi del volume.
Ci ricorda invece che la tecnologia non determina inevitabilmente il nostro futuro: molto dipenderà dalle istituzioni, dalle regole e dalle decisioni politiche che sapremo costruire intorno ad essa.
★★★★★ 5/5
Da leggere perché: aiuta a comprendere che la battaglia del XXI secolo non sarà soltanto per il controllo delle risorse economiche, ma sempre più per il controllo delle informazioni, degli algoritmi e della conoscenza.
E ci lascia davanti a una domanda che riguarda tutti noi:
nell’epoca dell’intelligenza artificiale saremo ancora noi cittadini a controllare la tecnologia, oppure sarà la tecnologia a orientare sempre più le nostre scelte?
Il libro del giorno – Quotidiano dei Contribuenti
8 settembre 2026