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Ig Nobel 2026, la scienza che fa sorridere e pensare: dal latte di scarafaggio alla geometria degli orinatoi

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Per la prima volta in 36 anni la singolare cerimonia lascia gli Stati Uniti e approda a Zurigo. Premiati studi sul bacio, sul modo di soffiarsi il naso, sull’odore di neonati e adolescenti e persino sull’utilizzo delle proboscidi delle zanzare nelle stampanti 3D.
di Redazione QdC – Scienza e Curiosità
La scienza può essere rigorosa, rivoluzionaria e, qualche volta, irresistibilmente divertente. È questa la filosofia degli Ig Nobel, i premi dedicati alle ricerche scientifiche più insolite, capaci prima di far sorridere e subito dopo di far pensare.
L’edizione 2026 ha segnato una svolta nella storia della manifestazione. La cerimonia del 3 settembre si è svolta a Zurigo, per la prima volta fuori dagli Stati Uniti dopo 36 anni.
E, come da tradizione, le ricerche premiate sono tutt’altro che convenzionali.
Dal latte di scarafaggio all’evoluzione del bacio, dalla corretta tecnica per soffiarsi il naso alla geometria degli orinatoi maschili: dietro argomenti apparentemente bizzarri si nascondono esperimenti, osservazioni e autentiche domande scientifiche.
Dopo 36 anni gli Ig Nobel arrivano in Europa
Il trasferimento della manifestazione in Europa rappresenta una novità importante.
Marc Abrahams, storico maestro di cerimonie ed editore di Annals of Improbable Research, organizzatrice dell’iniziativa, ha collegato la decisione alle preoccupazioni maturate sulla sicurezza degli ospiti che avrebbero dovuto recarsi negli Stati Uniti.
A partire dal 2026, secondo quanto annunciato, la manifestazione dovrebbe alternarsi tra Zurigo e altre città europee. Per il 2027 l’appuntamento è previsto ad Anversa, in Belgio.
Una nuova stagione, dunque, per uno dei premi scientifici più eccentrici al mondo.
Perché gli esseri umani si baciano?
Tra gli studi premiati figura quello dedicato alla storia evolutiva del bacio.
Matilda Brindle, Stuart West e Catherine F. Talbot hanno affrontato scientificamente un comportamento apparentemente quotidiano cercando di ricostruirne le radici evolutive.
Perché ci baciamo? Quanto è antico questo comportamento? E quali elementi possono collegarlo all’evoluzione dei primati?
Domande che dimostrano perfettamente lo spirito degli Ig Nobel: partire da qualcosa che può sembrare curioso per affrontare interrogativi seri sul comportamento umano.
Anche soffiarsi il naso può diventare scienza
Un riconoscimento postumo è stato attribuito al dottor Tokuji Unno per uno studio risalente al 1977 dedicato a un gesto che miliardi di persone compiono senza pensarci: soffiarsi il naso.
Anche un’azione così semplice può infatti essere osservata e analizzata attraverso il metodo scientifico.
Ed è proprio questa capacità di trovare una domanda di ricerca nella quotidianità uno degli elementi che hanno reso celebri gli Ig Nobel.
Mille paia di mutande sepolte nel terreno
Tra gli esperimenti più spettacolari dell’edizione 2026 ce n’è uno che ha richiesto di seppellire 1.000 paia di biancheria intima in oltre 25 Paesi.
Non una provocazione artistica, ma un esperimento sul suolo.
L’obiettivo era osservare la decomposizione del tessuto provocata dagli organismi presenti nel terreno, utilizzandola come indicatore dell’attività biologica.
Un metodo tanto semplice e visivamente curioso quanto efficace nel comunicare un concetto scientifico complesso: il suolo è un ecosistema vivo.
I neonati profumano, gli adolescenti un po’ meno
C’è spazio anche per l’olfatto.
Un gruppo di ricercatori ha studiato scientificamente una sensazione sulla quale molti genitori potrebbero avere già una propria opinione: l’odore dei neonati sarebbe generalmente più gradevole di quello degli adolescenti.
Dietro l’aspetto divertente della ricerca si trova lo studio delle sostanze responsabili dell’odore corporeo e dei cambiamenti che accompagnano le diverse fasi dello sviluppo umano.
La geometria perfetta degli orinatoi
Anche progettare un orinatoio può diventare un problema di fisica e geometria.
Uno degli studi premiati ha cercato infatti di individuare la geometria ottimale degli orinatoi maschili, affrontando scientificamente un problema estremamente concreto.
Angoli, traiettorie e superfici possono determinare differenze significative negli schizzi e quindi nell’igiene degli ambienti.
Una ricerca che fa sorridere, ma che mostra quanto matematica e fisica possano essere applicate anche ai problemi più ordinari.
Dalle zanzare alle stampanti 3D
Tra le innovazioni più sorprendenti figurano poi le proboscidi delle zanzare femmine morte trasformate in minuscoli ugelli per la stampa 3D ad altissima risoluzione.
Il lavoro, condotto da ricercatori della McGill University, mostra come una struttura biologica estremamente sofisticata possa suggerire o fornire soluzioni per applicazioni tecnologiche.
È uno degli esempi più interessanti di come una ricerca apparentemente assurda possa nascondere un’intuizione concreta.
Amici spietati con i nostri nemici
Gli Ig Nobel hanno premiato anche ricerche dedicate al comportamento sociale.
Un gruppo di studiosi ha osservato la tendenza delle persone ad apprezzare amici capaci di mostrarsi particolarmente duri nei confronti dei propri nemici.
Un altro studio ha invece analizzato il rapporto tra status socioeconomico e comportamenti non etici, arrivando a osservare, tra gli esempi sperimentali considerati, persino l’appropriazione di dolci destinati ai bambini.
Situazioni volutamente curiose che consentono però di indagare meccanismi psicologici molto più profondi.
Ridere della scienza per comprenderla meglio
Gli Ig Nobel non premiano semplicemente la ricerca più strana.
La loro forza sta nel dimostrare che non esistono necessariamente domande troppo piccole, quotidiane o assurde per essere affrontate scientificamente.
Un bacio, un fazzoletto, un paio di mutande, una zanzara o un orinatoio possono diventare il punto di partenza per studiare evoluzione, biologia, tecnologia, comportamento e fisica.
È questa la provocazione intelligente degli Ig Nobel.
Farci ridere per qualche secondo.
E subito dopo costringerci a domandarci: “Ma perché succede davvero?”
Per la copertina sceglierei un’immagine molto luminosa e ironica, formato 4:3, con uno scienziato al centro e intorno una zanzara, uno scarafaggio, il simbolo di un bacio e richiami alla ricerca, con il grande titolo “IG NOBEL 2026 – La scienza che fa sorridere e pensare”.