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IA: Rotondi (Cnel), benefici raccolta dati se non per controllo

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“L’impatto dell’IA sulla salute e la sicurezza sul lavoro mette in evidenza la doppia natura delle tecnologie digitali e cibernetiche: da un lato, possono costituire nuove fonti di rischio alla salute fisica e psichica dei lavoratori; dall’altro, rappresentano strumenti efficaci per prevenirli e neutralizzarli. L’approccio più equilibrato quindi, è quello che distingue tra i sistemi di IA finalizzati a migliorare i dispositivi di protezione individuale e quelli basati sulla raccolta e analisi dei dati per rendere il lavoro meno pericoloso e gravoso. Il regolamento europeo punta a proteggere senza ostacolare l’innovazione, graduando gli obblighi in base al livello di rischio e promuovendo un utilizzo etico e responsabile dell’IA”. Lo ha detto il giuslavorista Francesco Rotondi, consigliere esperto del CNEL, founder di LabLaw e direttore scientifico di Work on Work, intervenendo alla prima edizione del “Festival dell’Imprenditore”, organizzato da Confimprenditori. “Quando la raccolta dei dati avviene in un’ottica antropocentrica, nel rispetto della dignità del lavoratore, può produrre benefici concreti in termini di sicurezza e salute. Al contrario, un uso finalizzato al controllo può tradursi in violazioni normative, danni alla persona e responsabilità risarcitorie. Per questo è importante che ogni applicazione dell’intelligenza artificiale sul luogo di lavoro sia guidata da principi di trasparenza e tutela dei diritti fondamentali, affinché la tecnologia resti uno strumento al servizio della persona, e non un rischio aggiuntivo. Occorre ricordare che non serve compiere voli pindarici ma bisogna attenersi sempre al quadro normativo di riferimento e ai relativi pronunciamenti della magistratura”.
Secondo Rotondi: “L’IA per questo motivo, deve trasformare la sicurezza in un’opportunità, non in una fonte di paura. Deve supportare discernimento, comprensione ed esperienza, valorizzando dati e analisi predittive, sempre nel rispetto di regole e leggi da ottimizzare. Il tutto senza spersonalizzare, ma esaltando la centralità umana e facendo della quotidianità un modello di benessere e sicurezza”. (AGI)
RED/MAN