In un tempo in cui la natalità è in costante calo e cresce la moda dei luoghi “child-free” – con ristoranti, hotel e spazi pubblici che sempre più tendono a escludere i più piccoli – la Chiesa cattolica decide invece di invertire la rotta e di mettere i bambini al centro.
“La Chiesa, con Papa Francesco e oggi con Papa Leone, ha avuto il coraggio di rimettere i bambini al centro del discorso etico. Ha avuto l’ardimento di mettere in risalto le loro ferite, di denunciare gli abusi, di confrontarsi con chi subisce e chi tace impaurito”, ha dato atto Dacia Maraini, citando – nel suo intervento all’evento “La Chiesa dei Bambini. Verso la GMB”, che ha visto protagonisti gli allievi di alcuni istituti della Capitale – le parole di Papa Leone pochi giorni fa: “Da Gaza si leva sempre più intenso al cielo il pianto delle mamme e dei papà che stringono a se i corpi senza vita dei bambini”.
Secondo la scrittrice, le parole del nuovo Papa “sono pietre scagliate contro la disumanità di certi regimi e di certi individui che hanno perso il senso della realtà”.
L’attenzione ai più piccoli come seme del futuro, si è concretizzata nel gesto di aprire – a ragazzi delle elementari e delle medie – le porte del Palazzo vaticano di San Calisto a Trastevere, sede austera di dicasteri della Curia Romana ed enti collegati alla Santa Sede, per celebrare con loro un’iniziativa emblematica, lanciata da Papa Francesco appena qualche mese fa e che ora Leone XIV ha fatto sua: “La Chiesa dei Bambini. Verso la GMB”, un evento organizzato per bambini e ragazzi, ma anche per educatori e genitori dal Pontificio Comitato per la Giornata Mondiale dei Bambini (GMB), in vista del World Children’s Day 2026, e che si colloca nel contesto del Giubileo delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani, che Leone XIV presiederà domenica prossima in piazza San Pietro.
A fare gli onori di casa padre Enzo Fortunato, presidente del Comitato, che ha denunciato le difficili condizioni in cui ancora troppi bambini sono costretti a vivere: la guerra che li terrorizza e la fame che li spinge a fuggire dalle loro case, a perdere l’infanzia”. “Mi chiedo: perché? Perché gli adulti non imparano dai loro errori? Perché continuano a costruire un mondo dove i bambini soffrono? Era già la domanda di Dostoevskij, pronunciata da Ivan Karamazov, che oggi ci inquieta ancora di più, perché le sofferenze dei bambini crescono in un mondo dilaniato dalle guerre e spesso ci si rassegna di fronte a tutto questo”.
Ai ragazzi si è rivolto con un messaggio il presidente del Pontificio Consiglio per la cultura, cardinale Tolentino Mendoca, che ha proclamato: “I bambini sono epifania del Regno, portatori di una teologia fondamentale, quella della fiducia e della fragilità, una teologia che il mondo adulto, nella sua fretta, nella sua ricerca di controllo, troppo spesso dimentica o rimuove”.
“Noi cristiani – ha ricordato il porporato portoghese – confessiamo un mistero che sovverte ogni attesa, che capovolge ogni logica di potere e grandezza: confessiamo un Dio che si è fatto bambino. La nostra fede non nasce in un palazzo regale o su un trono potente. Nasce nel grembo di una donna e prende carne nelle fasce umili della mangiatoia. È lì, in quel gesto apparentemente insignificante, in quella vulnerabilità accolta, che inizia la rivoluzione della tenerezza”.
Don Michele Gianola, delegato nazionale Cei per la GMB, e la sociologa Marina D’Amato dell’Università Roma Tre hanno presentato dati e riflessioni sull’infanzia contemporanea e ha parlato anche la pediatra statunitense Tanya Haj-Hassan, attiva per conto di UNICEF in contesti di emergenza come la Striscia di Gaza. “Mi stupisce ancora – ha detto – come la gente chieda se abbiamo visto o meno il deliberato bersagliamento dei bambini, come se fosse ancora una domanda. Ho visto decine di attacchi mirati contro i bambini. Ho visto droni colpire bambini. Ho visto ferite da arma da fuoco agli arti dei bambini… Israele sta prendendo di mira i bambini… Nessuno che sia stato a Gaza dubita di questo. Le prove sono schiaccianti”.
Ma l’infanzia, ricorda la Chiesa, non è solo riflessione: è gioco, fantasia e meraviglia. Ecco allora che a Palazzo San Calisto i bambini hanno potuto divertirsi con attività come “Giubileopoli” e il nuovo Minecraft “Peter is here”, pensato proprio per loro. “Vorrei riprendere le parole di Papa Leone che invita i ragazzi, vulcano di vita, di energie, di sentimenti e di idee, ad affrontare con coraggio ogni ostacolo per dare nella vita il meglio di sé, secondo i disegni di Dio – ha dichiarato padre Fortunato, che è noto al pubblico tv per le trasmissioni da Assisi, dove era portavoce del Sacro Convento e che Papa Francesco ha voluto in Vaticano proprio per occuparsi della pastorale dell’infanzia -. A noi l’importante compito di mettere in campo le energie migliori per aiutarli a crescere e fargli percepire la meravigliosa e straordinaria fraternità per ognuno di loro”. (AGI)