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Festa Madonna Bruna, si punta a rafforzare candidatura Unesco

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Una festa che unisce fede, identità e comunità, capace di accendere ogni 2 luglio il cuore dei Sassi con la luce della tradizione e della speranza. La Festa della Bruna si prepara all’edizione 2025 rilanciando la sua candidatura a Patrimonio Immateriale dell’Umanità, con il sostegno compatto di istituzioni locali e nazionali. “Ho deciso di promuovere alla Camera una conferenza stampa dedicata alla Bruna – annuncia Fabrizio Benzoni, deputato di Azione – per aprire una riflessione concreta su come valorizzare questa potente cultura popolare attraverso azioni di promozione turistica e sostegno all’artigianato. La Festa è una miniera di bellezza e di senso: investire nella Bruna significa investire nel futuro del Mezzogiorno”.
“La Bruna è un atto d’amore verso la nostra terra – aggiunge il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi – un evento che unisce spiritualità, folklore, artigianato e promozione del territorio. Ogni anno migliaia di persone si stringono intorno a Matera per vivere un’esperienza unica. E noi vogliamo che il mondo la riconosca per ciò che è: un’eccellenza lucana”. Sulla stessa linea il presidente del Consiglio Regionale, Marcello Pittella: “Estenderemo la proposta di legge agli altri consigli regionali per rafforzare la candidatura Unesco. È una manifestazione che ha nel cuore il popolo e nel volto l’identità più autentica della nostra comunità”.
“La Festa della Bruna rimette Matera al centro della scena nazionale – gli fa eco Francesco Mancini, presidente della Provincia – è una celebrazione religiosa che si trasforma in evento culturale, collettivo, capace di tenere insieme memoria e futuro”. “La Bruna merita un palcoscenico internazionale – dice Margherita Sarli, direttrice generale di APT Basilicata – è una delle poche feste che riesce a parlare al mondo, perché contiene tutto: spiritualità, arte, turismo, cultura viva”. “Il nostro impegno è far crescere l’evento non solo come rito, ma come progetto educativo e sociale – ha spiegato Bruno Caiella, presidente dell’Associazione Maria SS. della Bruna – con il nostro carro di cartapesta vogliamo trasmettere alle nuove generazioni una storia secolare che è ancora capace di unire”. Forte anche il messaggio religioso, affidato a don Francesco Di Marzio, delegato arcivescovile per la festa: “La Madonna della Bruna è un segno di speranza, soprattutto in un tempo in cui maternità, infanzia e dignità umana vengono spesso negate. Questa festa porta nel mondo un volto di fede e di gioia”. “La pace è la conseguenza della speranza accolta – ha concluso Matteo Marchitelli, del comitato esecutivo dell’Associazione – e la Bruna è oggi più che mai uno strumento per connettere passato e futuro, sacro e popolare, arte e devozione”. (AGI)
NA8/LIL