Le azzurre campionesse olimpiche e mondiali sono a Istanbul per la semifinale di sabato 5 settembre. Dopo la sofferta vittoria sulla Svezia arriva la Polonia di Stefano Lavarini. Velasco avverte: questa stagione è diversa, l’equilibrio internazionale è cresciuto
ISTANBUL – È arrivato il momento nel quale non esistono più partite interlocutorie. L’Italia femminile di pallavolo si prepara ad affrontare la Polonia nella semifinale degli Europei 2026, sabato 5 settembre alla Sinan Erdem Sports Hall di Istanbul. L’incontro è fissato alle 18 italiane. Sky conferma la diretta su Sky Sport; la partita è inoltre prevista in chiaro su Rai 2 e in streaming sulle principali piattaforme indicate per l’evento.
Alla vigilia Julio Velasco guarda però oltre il singolo incontro. Il commissario tecnico sa che questa stagione ha presentato difficoltà differenti rispetto alle precedenti e sottolinea soprattutto un elemento: il livello delle avversarie si è alzato e vincere è diventato più complicato.
Un’Italia che ha imparato anche a soffrire
Il quarto di finale ne è stata la dimostrazione.
Contro la Svezia l’Italia è andata sotto nel primo set e ha dovuto ricostruire la partita punto dopo punto, imponendosi infine 3-1 con i parziali 21-25, 26-24, 25-21, 25-23.
Non è stata l’Italia dominante alla quale le grandi vittorie degli ultimi anni avevano abituato il pubblico. Ma forse proprio per questo il successo assume un significato importante.
Sarah Fahr ha ammesso che le azzurre erano inizialmente molto tese e troppo concentrate sulla pericolosità di Isabelle Haak. Poi la squadra ha ritrovato lucidità e fiducia nel proprio gioco. La centrale considera quella sofferenza quasi una preparazione ideale per ciò che attende l’Italia nel weekend decisivo.
La Polonia non è un’avversaria da sottovalutare
Adesso c’è la Polonia.
La nazionale guidata dall’italiano Stefano Lavarini ha conquistato la semifinale superando l’Olanda per 3-1: 25-16, 20-25, 25-20, 25-23.
Una squadra fisica, organizzata e con un riferimento offensivo di grande peso in Magdalena Stysiak. L’Italia parte con ambizioni altissime, ma la semifinale non può essere considerata una formalità.
Velasco conosce bene il valore dell’avversaria e soprattutto sa che nelle partite a eliminazione diretta il passato conta relativamente.
Le azzurre, peraltro, arrivano all’appuntamento con una pressione particolare: sono la squadra che negli ultimi anni ha conquistato praticamente tutto e ogni avversaria entra in campo con l’obiettivo di batterle.
Egonu e Antropova, le armi dell’Italia
Una delle caratteristiche più interessanti dell’Italia 2026 è la ricerca di nuove soluzioni.
La possibilità di utilizzare Ekaterina Antropova anche come schiacciatrice permette a Velasco di costruire assetti nei quali può convivere con Paola Egonu, aumentando enormemente il potenziale offensivo della squadra.
Accanto alla potenza serviranno però ricezione, muro, difesa e soprattutto quella lucidità mancata in alcuni momenti contro la Svezia.
È proprio nei dettagli che probabilmente si deciderà Italia-Polonia.
Velasco e la cultura della vittoria
Il grande merito di Velasco non è stato soltanto quello di costruire una nazionale vincente. È averle impedito di considerare la vittoria qualcosa di normale.
Dopo l’oro olimpico e quello mondiale, il rischio più pericoloso sarebbe pensare che il passato possa garantire anche il futuro.
Non funziona così nello sport.
Ogni torneo ricomincia da zero. Ogni avversario studia il campione. Ogni successo rende più difficile quello successivo.
Ed è probabilmente questo il significato più profondo delle parole del commissario tecnico quando sottolinea come il 2026 sia un anno diverso e il livello internazionale sia diventato più alto.
L’Italia non deve dimostrare di essere imbattibile. Deve dimostrare ancora una volta di sapere reagire quando la partita diventa difficile.
Sabato a Istanbul serviranno talento, esperienza e pazienza.
Italia-Polonia vale una finale europea. E per questa generazione straordinaria del volley azzurro c’è ancora una pagina di storia da provare a scrivere.