Nella città simbolo dell’occhialeria cresce l’incertezza tra i lavoratori. Nei prossimi sei mesi tre passaggi decisivi: rinnovo dell’integrativo, avvio delle produzioni tecnologiche e scadenza del mandato di Francesco Milleri
Ad Agordo tutto continua a ricordare Leonardo Del Vecchio. La fabbrica, le strade e la memoria collettiva raccontano la storia dell’uomo che, partendo dalle Dolomiti, costruì un gruppo diventato protagonista mondiale dell’occhialeria.
Oggi, però, il territorio si trova davanti a un nuovo passaggio. L’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio dagli incarichi operativi di EssilorLuxottica segna simbolicamente la fine della presenza diretta della famiglia nella gestione del gruppo e apre interrogativi sul futuro dello stabilimento veneto.
Il figlio del fondatore ha chiarito di lasciare gli incarichi, non l’azienda: continuerà infatti a esserne azionista attraverso Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio. La distinzione è importante dal punto di vista societario, ma non basta a cancellare le preoccupazioni che attraversano la fabbrica-madre di Agordo.
Il ricordo del fondatore
Il 30 giugno 2022, durante i funerali di Leonardo Del Vecchio, Leonardo Maria aveva ricordato i sette anni trascorsi accanto al padre e aveva invitato la famiglia a restare unita per rendere orgoglioso il fondatore.
A quattro anni di distanza, il contesto appare profondamente cambiato. La pagina sembra essersi chiusa con messaggi pubblici di saluto e incoraggiamento rivolti all’erede, mentre ad Agordo prevalgono domande molto più concrete.
Che cosa accadrà allo stabilimento? Quale ruolo avrà l’Italia nella strategia futura? Come cambieranno gli equilibri tra la componente italiana e quella francese del gruppo? E soprattutto: chi garantirà continuità industriale, investimenti e occupazione nel territorio in cui tutto è cominciato?
La fabbrica-madre e i suoi 4.700 lavoratori
Lo stabilimento di Agordo impiega circa 4.700 persone, su un totale di 15 mila dipendenti del gruppo in Italia. Non è soltanto un sito produttivo: rappresenta il centro storico, industriale e identitario di Luxottica.
La presenza dell’azienda ha modellato per decenni l’economia locale, l’occupazione e la vita sociale dell’intero territorio bellunese. Ogni cambiamento ai vertici viene quindi osservato con attenzione non soltanto dai lavoratori, ma anche dalle organizzazioni sindacali, dagli amministratori e dalle imprese dell’indotto.
Tra gli operai circola il timore che l’assenza di esponenti della famiglia negli incarichi operativi possa modificare gli equilibri interni e rafforzare la componente francese di EssilorLuxottica. Si tratta di una preoccupazione, non della prova di un disimpegno dall’Italia. Proprio per questo servono rassicurazioni fondate su programmi industriali, investimenti e obiettivi verificabili.
Sindacati ed enti locali mantengono una posizione di fiducia, ma i prossimi mesi diranno se l’evoluzione della governance sarà accompagnata da una reale continuità produttiva.
Tre scadenze decisive
Il futuro prossimo di Agordo sarà scandito da tre passaggi fondamentali.
Il primo arriverà a dicembre, con la scadenza del contratto integrativo aziendale. Il secondo è previsto a gennaio, quando dovrebbe iniziare la produzione dei nuovi dispositivi indossabili e degli occhiali intelligenti. Il terzo cadrà a febbraio, con la conclusione del mandato di Francesco Milleri come presidente e amministratore delegato.
Queste scadenze riguardano tre dimensioni strettamente collegate: i rapporti con i lavoratori, la capacità di innovazione industriale e la guida del gruppo.
Il rinnovo dell’integrativo
Il contratto integrativo di EssilorLuxottica è considerato uno dei modelli più avanzati della contrattazione aziendale italiana. Il suo rinnovo sarà un banco di prova importante per misurare la qualità delle relazioni industriali dopo il riassetto ai vertici.
Il confronto dovrà riguardare salari, produttività, organizzazione del lavoro, formazione, welfare e conciliazione tra vita professionale e familiare. Ma dovrà soprattutto offrire garanzie sulla centralità degli stabilimenti italiani.
In una fase segnata dalla trasformazione tecnologica, la tutela dell’occupazione non può essere separata dall’aggiornamento delle competenze. L’introduzione di nuove produzioni richiederà percorsi formativi capaci di accompagnare i lavoratori verso attività a maggiore contenuto digitale ed elettronico.
L’accordo integrativo sarà quindi molto più di una trattativa economica: rappresenterà una dichiarazione sulla direzione che il gruppo intende seguire in Italia.
La sfida degli occhiali intelligenti
A gennaio dovrebbe partire la produzione dei dispositivi “wearable”, gli occhiali intelligenti e gli accessori tecnologici nei quali design, ottica, elettronica e servizi digitali si fondono.
È uno dei settori più promettenti per il futuro dell’industria. Gli occhiali non sono più soltanto strumenti per la correzione della vista o accessori di moda: possono diventare piattaforme attraverso cui comunicare, ricevere informazioni e utilizzare funzioni basate sull’intelligenza artificiale.
Per Agordo, l’avvio di queste produzioni potrebbe rappresentare una grande opportunità. Significherebbe collocare la fabbrica storica al centro della nuova frontiera tecnologica del gruppo e costruire una continuità tra la tradizione manifatturiera e l’innovazione digitale.
La sfida, tuttavia, sarà garantire che ricerca, progettazione e produzione non vengano separate. Limitarsi all’assemblaggio ridurrebbe il valore strategico dello stabilimento. Mantenere in Italia competenze tecnologiche, laboratori e capacità decisionale rafforzerebbe invece l’intera filiera.
Il futuro di Francesco Milleri
A febbraio scadrà il mandato di Francesco Milleri come presidente e amministratore delegato. La scelta sulla guida futura sarà determinante per comprendere gli equilibri societari e la strategia industriale del gruppo.
Milleri ha avuto un ruolo centrale nella fase successiva alla scomparsa di Del Vecchio e nel consolidamento di EssilorLuxottica. La decisione sulla sua conferma o sulla successione avrà inevitabili conseguenze sulla governance e sui rapporti tra gli azionisti.
Non è soltanto una questione di nomi. Il vertice dovrà indicare una strategia chiara sull’innovazione, sulla distribuzione degli investimenti e sul ruolo degli stabilimenti europei. Agordo chiede di sapere se continuerà a essere uno dei cuori industriali del gruppo oppure se rischierà di perdere progressivamente centralità.
Un gruppo globale con radici italiane
EssilorLuxottica è una multinazionale globale, nata dall’integrazione tra competenze, culture industriali e interessi differenti. Questa dimensione rappresenta una forza, ma richiede anche un equilibrio attento tra i territori nei quali il gruppo è presente.
La difesa delle radici italiane non deve trasformarsi in una contrapposizione nazionalistica con la componente francese. Deve tradursi nella richiesta di una governance equilibrata e di una distribuzione trasparente delle responsabilità, degli investimenti e delle produzioni.
La migliore garanzia per Agordo non è la nazionalità dei dirigenti, ma un piano industriale capace di assegnare allo stabilimento una missione strategica e duratura. La presenza della famiglia aveva però un forte valore simbolico e il suo venir meno rende ancora più necessarie certezze verificabili.
Oltre l’eredità di Del Vecchio
Leonardo Del Vecchio ha lasciato un patrimonio industriale e umano che non può essere conservato soltanto attraverso la memoria. La vera fedeltà alla sua storia consiste nel continuare a investire nelle persone, nella produzione e nell’innovazione.
I lavoratori non chiedono celebrazioni, ma prospettive. Vogliono sapere quali prodotti verranno realizzati, quali competenze saranno necessarie e quale posto avrà Agordo nel futuro di EssilorLuxottica.
I prossimi sei mesi saranno decisivi. Il rinnovo dell’integrativo misurerà la qualità del rapporto con i dipendenti; l’avvio degli occhiali intelligenti mostrerà il livello degli investimenti tecnologici; la scelta sulla guida del gruppo definirà il nuovo equilibrio del potere societario.
Agordo rimane il paese dell’occhiale e il luogo in cui la storia di Luxottica è cominciata. Per continuare a esserlo non basta ricordare Leonardo Del Vecchio: occorre trasformare la sua eredità in lavoro, ricerca e sviluppo industriale.