ROMA – Dalla regia televisiva al romanzo giallo, passando per una vita professionale che ha incrociato alcuni dei programmi e dei protagonisti più conosciuti dello spettacolo italiano. Stefano Vicario torna in libreria con Essere o non essere. La nuova indagine del Re degli Stracci, pubblicato da La nave di Teseo, 231 pagine, prezzo 20 euro.
È il terzo capitolo della serie che ha come protagonista Andrea Massimi, un tempo avvocato brillante, affermato e vanitoso, oggi uomo senza dimora che ha scelto di rendersi invisibile dopo una tragedia capace di distruggere completamente la sua precedente esistenza.
Vicario ha attraversato decenni di televisione italiana. Nella sua carriera da regista figurano esperienze che vanno da Bim Bum Bam al Festival di Sanremo, dalla Corrida a I Cesaroni, fino alla Costituzione raccontata da Roberto Benigni e a Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri.
Negli ultimi anni questa esperienza narrativa e visiva è confluita nella scrittura, dando origine alla serie del Re degli Stracci.
Lo stesso Vicario scherza sulla propria difficoltà a mettersi davanti alla pagina, descrivendosi come un pigro capace di trovare qualsiasi scusa pur di non scrivere, compresa l’improvvisa necessità di dedicarsi al giardinaggio.
Ma dietro l’autoironia c’è un autore che ha costruito un protagonista fuori dagli schemi.
La storia del Re degli Stracci nasce da una tragedia.
Andrea Massimi era un avvocato di successo, affascinante e scavezzacollo. Durante un incontro con l’amante decide di non rispondere alle insistenti telefonate della moglie. Proprio in quei momenti, però, la donna e la figlia vengono uccise durante una rapina.
Il senso di colpa travolge completamente Massimi.
Abbandona la professione e la sua precedente esistenza, sceglie la strada e finisce per vivere in un vagone ferroviario abbandonato. Diventare invisibile sembra inizialmente il modo per sottrarsi a qualsiasi responsabilità.
Ma proprio ai margini della società trova una nuova identità.
Massimi comincia a occuparsi di vicende che difficilmente riuscirebbero a trovare spazio e attenzione nel mondo considerato “normale”.
La condizione di homeless, invece di rappresentare soltanto la fine della sua precedente vita, diventa così un punto di osservazione differente sulla città e sulle persone che la abitano.
In questo universo entra anche Anna Ungaro, sostituta procuratrice con la quale il protagonista costruisce un rapporto sentimentale che accompagna l’evoluzione della serie.
In Essere o non essere il nuovo caso ruota intorno a un omicidio collegato a combattimenti clandestini organizzati in una sorta di cisterna nel Parco della Caffarella, a Roma.
Vicario costruisce così una città parallela rispetto a quella attraversata quotidianamente da residenti e turisti.
Sotto la superficie della metropoli esiste un universo fatto di povertà, brutalità, solitudine ed emarginazione. Ma proprio in questo ambiente l’autore lascia emergere anche solidarietà, relazioni e umanità.
Il giallo diventa quindi lo strumento per esplorare una parte della società che spesso rimane fuori dallo sguardo collettivo.
C’è poi una curiosa inversione nel percorso professionale di Vicario. Dopo una vita trascorsa dietro la macchina da presa, lo scrittore aveva inizialmente immaginato la storia del Re degli Stracci proprio come una serie televisiva.
I diritti sono stati acquistati da Palomar, anche se al momento non è certo che il progetto arriverà effettivamente sullo schermo.
Portare in prima serata un protagonista homeless rappresenterebbe infatti una scelta televisiva decisamente inconsueta.
Vicario, intanto, continua a scrivere. Il prossimo romanzo dovrebbe cambiare scenario e portare il lettore in un ambiente che l’autore conosce profondamente: il mondo della televisione.
Dopo aver raccontato per decenni storie attraverso una telecamera, Stefano Vicario sembra aver trovato nella letteratura un’altra macchina da presa. E con il Re degli Stracci la punta verso quella parte della città che normalmente rimane fuori dall’inquadratura.