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El Niño verso un possibile Super El Niño: allerta globale e preparazione alle emergenze

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L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha avvertito che il fenomeno El Niño è “solidamente installato” e si prevede si rafforzi nei prossimi mesi, raggiungendo un’intensità “molto forte”. La ministra dell’Ambiente britannica, Angela Eagle, ha invitato i cittadini a fare scorta di cibo e acqua per sopravvivere a diversi giorni senza elettricità o acqua corrente, in previsione di condizioni meteorologiche estreme. Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha definito El Niño un “mostro nuovo” che mette il Pianeta in pericolo, mentre tre cicloni tropicali, Karina, Lowell e Marie, stanno interessando contemporaneamente l’Oceano Pacifico.

Intensificazione del fenomeno
Le agenzie internazionali prevedono un rischio crescente di un Super El Niño tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha indicato una probabilità quasi del 100% che il fenomeno persista fino a febbraio 2027, con un picco atteso tra fine autunno e inizio inverno. Si prevede che le temperature nel Pacifico equatoriale raggiungeranno un aumento di ben 4° a dicembre, superando i record precedenti. Già tra fine luglio e metà agosto, i picchi settimanali di Niño 3.4 hanno oscillato tra +2,2 °C e +2,6 °C sopra la media.

Impatti globali e regionali
El Niño causerà estati più secche e inverni più piovosi con tempeste estreme nel Regno Unito, e molti più danni in Asia a causa delle inondazioni. Il Programma Alimentare Mondiale ha stimato nel mese di agosto che circa 50 milioni di persone rischiano di affrontare una fame acuta a causa di El Niño, con previsioni di 274 milioni di persone in questa condizione entro la fine del 2027. Panama ed El Salvador si sono già dichiarati in emergenza, e il Canale di Panama limiterà il transito delle navi per la siccità. L’ONU ha lanciato un appello per 110 milioni di dollari per proteggere 4,9 milioni di persone dagli impatti.

Preparazione e vulnerabilità
L’Ufficio Nazionale di Audit (NAO) ha segnalato che il sistema di approvvigionamento alimentare del Regno Unito è vulnerabile a epidemie, attacchi informatici e condizioni meteorologiche estreme, e ha esortato il governo ad agire per renderlo più resiliente. Gareth Davies, capo del NAO, ha dichiarato che i rischi per l’approvvigionamento alimentare del Regno Unito stanno aumentando in probabilità e gravità. Il NAO ha anche rilevato che il Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Defra) non ha fatto abbastanza per preparare cittadini e industria a possibili emergenze.

El Niño verso un possibile Super El Niño: allerta globale e preparazione alle emergenze

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale prevede che il fenomeno persista fino a febbraio 2027 e possa raggiungere un’intensità molto forte. Crescono i rischi per agricoltura, approvvigionamenti alimentari e popolazioni vulnerabili, mentre il Regno Unito invita i cittadini a prepararsi a possibili interruzioni di elettricità e acqua.

di Redazione QdC – Ambiente e Clima

El Niño è ormai “solidamente installato” e, secondo le previsioni internazionali, potrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi fino a raggiungere un’intensità “molto forte”.

Il fenomeno climatico sta già producendo effetti in diverse aree del mondo e aumenta il rischio di condizioni meteorologiche estreme, siccità, inondazioni e difficoltà negli approvvigionamenti alimentari.

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale ha indicato una probabilità quasi del 100% che El Niño persista fino a febbraio 2027, con un picco atteso tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno.

Verso un possibile Super El Niño

Le agenzie internazionali prevedono un rischio crescente di un Super El Niño tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Le temperature del Pacifico equatoriale potrebbero aumentare di 4 °C a dicembre, superando i record precedenti. Già tra la fine di luglio e la metà di agosto, i picchi settimanali dell’indice Niño 3.4 hanno oscillato tra +2,2 °C e +2,6 °C rispetto alla media.

Se queste proiezioni saranno confermate, il fenomeno potrebbe avere conseguenze significative sui sistemi climatici regionali e sulle condizioni di vita di milioni di persone.

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha definito El Niño un “mostro nuovo” capace di mettere il Pianeta in pericolo, sottolineando la necessità di rafforzare la preparazione internazionale.

Cicloni e condizioni estreme nel Pacifico

L’allerta arriva mentre tre cicloni tropicali, Karina, Lowell e Marie, interessano contemporaneamente l’Oceano Pacifico.

La presenza simultanea di più sistemi ciclonici evidenzia la complessità della situazione meteorologica e la possibile sovrapposizione tra fenomeni estremi, variazioni delle temperature oceaniche e conseguenze regionali.

Gli effetti di El Niño non si manifestano nello stesso modo ovunque, ma possono alterare le precipitazioni, aumentare il rischio di siccità in alcune aree e favorire piogge intense e inondazioni in altre.

Impatti globali e regionali

Nel Regno Unito si prevedono estati più secche e inverni più piovosi, accompagnati da tempeste estreme.

In Asia, invece, il rischio principale riguarda l’aumento dei danni provocati dalle inondazioni. Le conseguenze potrebbero colpire agricoltura, infrastrutture, trasporti e disponibilità di cibo.

Il Programma Alimentare Mondiale ha stimato ad agosto che circa 50 milioni di persone rischiano di affrontare una fame acuta a causa di El Niño. Le previsioni indicano che entro la fine del 2027 il numero potrebbe arrivare a 274 milioni.

Panama ed El Salvador si sono già dichiarati in emergenza. La siccità sta inoltre spingendo il Canale di Panama a limitare il transito delle navi, con possibili ripercussioni sulle catene globali di approvvigionamento.

Per sostenere le popolazioni più esposte, l’ONU ha lanciato un appello da 110 milioni di dollari, destinato a proteggere 4,9 milioni di persone dagli impatti del fenomeno.

L’appello del Regno Unito alla preparazione

La ministra dell’Ambiente britannica, Angela Eagle, ha invitato i cittadini a fare scorta di cibo e acqua per poter affrontare diversi giorni senza elettricità o acqua corrente.

L’invito nasce dalla previsione di condizioni meteorologiche estreme e dalla necessità di ridurre la vulnerabilità delle famiglie in caso di interruzioni dei servizi essenziali.

La preparazione individuale, tuttavia, non può sostituire la pianificazione delle istituzioni e la protezione delle infrastrutture strategiche.

Un sistema alimentare vulnerabile

L’Ufficio Nazionale di Audit britannico, il NAO, ha segnalato che il sistema di approvvigionamento alimentare del Regno Unito è vulnerabile a epidemie, attacchi informatici e condizioni meteorologiche estreme.

L’ente ha esortato il governo ad agire per rendere il sistema più resiliente. Gareth Davies, capo del NAO, ha dichiarato che i rischi per l’approvvigionamento alimentare britannico stanno aumentando sia in probabilità sia in gravità.

Il NAO ha inoltre rilevato che il Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali, Defra, non ha fatto abbastanza per preparare cittadini e industria a possibili emergenze.

La vulnerabilità delle popolazioni

Gli effetti di El Niño rischiano di aggravare disuguaglianze già esistenti.

Le comunità che dipendono dall’agricoltura, dalla pesca o da infrastrutture fragili possono subire conseguenze più pesanti rispetto alle aree dotate di maggiori risorse e sistemi di protezione.

La fame acuta, le migrazioni, la perdita dei raccolti e l’interruzione delle attività economiche possono trasformare un fenomeno climatico in una crisi umanitaria prolungata.

Per questo la risposta non riguarda soltanto le emergenze meteorologiche, ma anche la sicurezza alimentare, la continuità dei servizi e la capacità dei governi di intervenire prima che i danni diventino irreversibili.

Prepararsi a un fenomeno in evoluzione

El Niño potrebbe persistere ancora a lungo e raggiungere il massimo della sua intensità tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno.

Le autorità internazionali chiedono quindi di rafforzare i sistemi di allerta, proteggere le popolazioni più vulnerabili e rendere più solidi gli approvvigionamenti alimentari.

La sfida sarà affrontare contemporaneamente gli effetti locali, come siccità, tempeste e inondazioni, e le conseguenze globali sulle catene di distribuzione.

La preparazione, dalle scorte domestiche alla pianificazione governativa, diventa così uno degli strumenti principali per ridurre l’impatto di un fenomeno che potrebbe segnare i prossimi mesi e mettere alla prova la resilienza di intere regioni.