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Di Battista rivela: «Ho un tumore, a Cuba mi hanno salvato la vita». Ora la priorità sono le cure

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L’ex deputato racconta per la prima volta la causa del grave malore che lo ha colpito durante il soggiorno a Cuba: un edema cerebrale provocato da un tumore. Operato all’Avana, è poi rientrato in Italia ed è stato ricoverato al Gemelli. «Adesso devo curarmi».

ROMA – Alessandro Di Battista rompe il silenzio sulle proprie condizioni di salute e racconta la malattia che alla fine di agosto lo ha colpito mentre si trovava a Cuba.

L’ex parlamentare ha spiegato di avere avuto un edema cerebrale provocato dalla presenza di un tumore. I medici cubani sono riusciti inizialmente a ridurre l’edema, creando le condizioni per un delicato intervento chirurgico durante il quale, secondo quanto riferito dallo stesso Di Battista, è stato asportato quasi completamente il tumore.

Ora comincia un’altra fase: quella delle cure.

Il malore durante il soggiorno a Cuba

La vicenda è iniziata il 28 agosto, quando Di Battista, che si trovava sull’isola per realizzare un reportage, ha accusato un forte malore.

Dopo la prima assistenza sanitaria a Santa Clara è stato trasferito all’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras dell’Avana, dove le sue condizioni hanno richiesto un intervento chirurgico.

Nei giorni successivi era stato programmato il rientro in Italia, successivamente rinviato a causa delle condizioni cliniche.

L’operazione all’Avana

Soltanto adesso Di Battista ha reso pubblica la diagnosi che aveva determinato quella situazione.

Il malessere era provocato da un edema cerebrale associato a un tumore. Le terapie praticate a Cuba hanno consentito di ridurre l’edema e successivamente di procedere chirurgicamente.

Di Battista ha espresso profonda riconoscenza verso i sanitari cubani, sostenendo che gli abbiano salvato la vita.

Nel raccontare l’esperienza ha descritto anche le difficili condizioni materiali nelle quali operano alcune strutture sanitarie dell’isola, riferendo problemi nelle forniture di acqua ed energia elettrica.

Ha collegato queste difficoltà anche alle conseguenze delle sanzioni economiche statunitensi contro Cuba: si tratta della valutazione espressa dallo stesso Di Battista sulla situazione dell’isola.

Il rientro in Italia e il Gemelli

Una volta che le condizioni lo hanno consentito, Di Battista è rientrato in Italia con un’aeroambulanza privata, atterrata a Ciampino il 12 settembre.

Da qui è stato trasferito al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dove ha proseguito gli accertamenti e l’assistenza sanitaria fino al ritorno a casa.

Il 18 settembre aveva già rassicurato sulle proprie condizioni spiegando di stare molto meglio e annunciando che avrebbe successivamente raccontato il percorso terapeutico che lo attendeva.

«Adesso devo curarmi»

Di Battista ha scelto di parlare apertamente della malattia senza trasformare il proprio percorso in una narrazione eroica.

Ha spiegato che adesso dovrà sottoporsi alle terapie necessarie e affrontare il percorso indicato dai medici.

La conseguenza riguarda inevitabilmente anche la sua attività pubblica: in questa fase la priorità dichiarata è la salute e il percorso terapeutico.

Le polemiche sul volo e la telefonata di Meloni

L’ex parlamentare ha respinto anche alcune ricostruzioni circolate durante il ricovero, comprese quelle relative alle sue condizioni cliniche.

Sul rientro ha chiarito di non avere utilizzato un volo di Stato. Il trasferimento dall’isola è avvenuto attraverso un’aeroambulanza collegata alla copertura assicurativa sottoscritta prima del viaggio.

Di Battista ha inoltre raccontato di aver ricevuto manifestazioni di solidarietà da esponenti politici di diverso orientamento e ha riferito di essere stato contattato anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, della quale ha apprezzato il comportamento avuto nei suoi confronti durante quei giorni difficili.

Dopo settimane di indiscrezioni, è stato quindi lo stesso Alessandro Di Battista a spiegare cosa gli sia realmente accaduto.

Dal malore improvviso a Cuba all’intervento chirurgico, dal trasferimento al Gemelli fino alle terapie che lo attendono, comincia adesso una nuova fase. E nelle sue parole c’è una priorità che supera, almeno per il momento, qualsiasi prospettiva politica: curarsi.