Su una cosa sono stati d’accordo, il presidente americano, Donald Trump, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel loro incontro con la stampa nel resort di Trump in Scozia, prima del bilaterale: “La probabilità che ci sia un accordo commerciale Ue-Usa è del 50%”. “Lo sapremo tra un’ora, non ci vorrà molto”, ha chiarito il capo della Casa Bianca che non si è risparmiato nei complimenti a von der Leyen per i negoziati. “Ha fatto un ottimo lavoro, per loro; non per noi”, ha precisato. Trump ha tuttavia tracciato le sue linee rosse, con la sua solita franchezza: non si scende sotto il 15% di dazi americani sui prodotti europei, il farmaceutico è escluso, il mercato europeo si deve aprire ai prodotti americani e la scadenza per i dazi rimane il primo agosto.
“Abbiamo avuto una relazione molto buona nel corso degli anni, ma è stata una transazione molto a senso unico, molto ingiusta per gli Stati Uniti”, ha criticato Trump che nel confronto con la leader Ue ha rivendicato la necessità di equità. “Loro vendono milioni e milioni di auto negli Stati Uniti, e noi praticamente non possiamo vendere le nostre in Europa”, ha lamentato. “Lo stesso vale per i prodotti agricoli. Loro vogliono proteggere i propri agricoltori e le proprie case automobilistiche, ma non possiamo accettarlo”, ha aggiunto.
Von der Leyen ha riconosciuto che il nodo centrale è proprio quello del riequilibrio: “Abbiamo un surplus, gli Stati Uniti hanno un deficit, ed è chiaro che dobbiamo trovare un nuovo bilanciamento. È una questione di sostenibilità del nostro rapporto commerciale”, ha ammesso, ribadendo che entrambe le parti hanno “una relazione eccellente, con un volume di scambi senza precedenti: 1.700 miliardi di dollari e un mercato di 800 milioni di persone”. Se siglato, sarà l’accordo “più importante di tutti”, anche più di quello con Cina e Giappone, e “risolverà il contenzioso per anni”, ha evidenziato Trump.
Sarà però escluso dall’intesa il settore farmaceutico. “I farmaci sono troppo importanti. Dobbiamo produrli negli Stati Uniti. Non possiamo dipendere da altri Paesi per i medicinali”, ha evidenziato il presidente americano. Così come è impensabile per gli americani scendere sotto una soglia del 15% di dazi generalizzati sui prodotti europei. “La probabilità di avere un deal è del 50%, rimangono ancora tre o quattro punti critici da risolvere”, ha affermato ancora il capo della Casa Bianca. Von der Leyen ha confermato: “Buona parte del lavoro dei negoziatori è stato fatto”.
In ogni caso, per Trump, se non ci sarà accordo “scatteranno le tariffe”. “Non lo vogliamo, ma siamo pronti. Molti Paesi preferiscono costruire impianti negli Stati Uniti piuttosto che pagare dazi. E noi stiamo applicando tariffe basse, non alte, perché non vogliamo danneggiare nessuno”, ha affermato.
Con la Cina – secondo anticipazioni del South China Morning Post – si va verso una ulteriore estensione della sospensione. Per Trump comunque “un accordo è molto vicino”. (AGI)
BRA