“La recente fiammata sui dazi acuisce ulteriormente il clima di incertezza. Il deterioramento del sentiment post-dazi rischia di frenare i già fragili andamenti industriali. È indispensabile che a livello nazionale ed europeo si mettano in campo politiche industriali coraggiose, capaci di rilanciare il mercato interno e accompagnare un processo di re-industrializzazione orientato alla competitività sostenibile”. Lo sostiene Simone Gamberini, presidente di Legacoop, commentando i dati dell’indagine congiunturale sugli andamenti delle cooperative. Dall’indagine, viene confermata una sostanziale stabilità della domanda e dell’occupazione, ma il peggioramento della domanda estera, “segno evidente di un contesto internazionale instabile e inquietante, che penalizza le nostre imprese”. “Non possiamo ignorare il grido d’allarme che arriva dai settori più esposti all’export” afferma Gamberini che aggiunge:”In questo quadro, l’incremento dei costi e la difficoltà nel reperire manodopera qualificata restano ostacoli strutturali che richiedono politiche pubbliche mirate”. (AGI)
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Dazi: Legacoop, acuiscono incertezza, peggiora domanda estera (2)
Pubblicato: 17/07/2025 10:00
(AGI) – Roma, 17 lug. – Rispetto ad un anno fa, nell’ultimo quadrimestre solo l’11% delle cooperative ha registrato un incremento della domanda interna (con un calo di 3 punti percentuali), a fronte di un 13% che segnala un calo, mentre il 76% (+ 6 punti) indica una situazione di stabilità. A livello territoriale, è il Sud che registra un valore più elevato di calo della domanda (il 17% delle cooperative) e, a livello settoriale, le attività manifatturiere (25%), l’industria delle costruzioni (23%), i servizi (18%) e l’agroalimentare (15%). Fanno eccezione i settori dell’abitazione, dove le cooperative che registrano un livello alto della domanda sono il 33%, e della cooperazione sociale (13%). In netto peggioramento la domanda estera: solo il 3% delle cooperative esportatrici ha visto crescere gli ordini (10 punti percentuali in meno rispetto alla precedente rilevazione), contro il 21% che ha segnalato una contrazione, a conferma di un contesto internazionale sempre più sfavorevole.
Dal punto di vista occupazionale, il 71% delle cooperative ha mantenuto stabile il proprio organico. Tuttavia, rispetto alla precedente rilevazione, cresce la quota di imprese che hanno aumentato l’occupazione (21%, +4 punti percentuali). In particolare, il comparto agroalimentare mostra un’espansione più accentuata (con un saldo positivo di 21 punti), mentre industria e distribuzione segnano un saldo negativo, rispettivamente di 5 e 7 punti. A livello territoriale, il Centro Italia e le cooperative di medie e grandi dimensioni presentano i risultati più positivi. I cooperatori intervistati si mostrano scettici rispetto all’evoluzione del contesto macroeconomico italiano. Il saldo tra giudizi positivi (il 9%) e negativi (il 28%) rimane ampiamente negativo (19 punti). Per quanto riguarda l’andamento della domanda, rispetto alla precedente rilevazione le cooperative non evidenziano variazioni significative, a conferma di un quadro di incertezza in cui prevale la cautela. Il 65% (2 punti in più) la prevede stazionaria, il 24% in aumento (- 1 punto) e l’11% (-1) in calo. Sono principalmente le imprese attive nei settori dell’agroalimentare (26%) e della cooperazione sociale (30%) ad esprimere aspettative positive. Sentiment più pessimista, invece, tra le cooperative dell’industria e dei servizi. (AGI)
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