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Cottarelli e la proposta di Tajani di candidarlo a Milano

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La proposta di candidare Carlo Cottarelli a sindaco di Milano per il centrodestra è una delle novità più sorprendenti del dibattito politico milanese in vista delle comunali del 2027.

L’idea è stata lanciata dal vicepremier e leader di  Forza Italia⁠, Antonio Tajani, secondo cui Cottarelli potrebbe essere un candidato civico capace di allargare il consenso oltre i confini tradizionali della coalizione e contendere al centrosinistra una città che governa da oltre un decennio.  

La candidatura avrebbe una sua logica politica. Cottarelli è una figura conosciuta a livello nazionale, con una reputazione di competenza economica e amministrativa, europeista e moderata. Negli ultimi mesi ha partecipato alla nascita del movimento centrista “Europeisti.eu” insieme ad esponenti dell’area riformista e liberale. Inoltre, non ha escluso del tutto una sua disponibilità, affermando che, se gli venisse chiesto, “ci penserebbe”, pur definendo oggi l’ipotesi improbabile.  

Il paradosso politico è evidente: Cottarelli è stato eletto senatore nelle liste del  Partito Democratico⁠ nel 2022 ed era stato presentato da Enrico Letta come una figura di riferimento del riformismo democratico. Oggi viene indicato da una parte del centrodestra come possibile candidato civico.  

Dal punto di vista elettorale, la sua eventuale candidatura potrebbe attrarre:

il voto moderato e riformista;

una parte dell’elettorato liberale;

settori del mondo produttivo milanese;

elettori delusi sia dal centrosinistra sia dalla destra tradizionale.  

Restano però molti ostacoli. Una parte della Lega preferirebbe candidati più identitari, mentre nel centrodestra circolano anche altri nomi come Maurizio Lupi e Matteo Perego di Cremnago.  

Politicamente, la proposta di Tajani segnala soprattutto una cosa: il centrodestra sa che a Milano difficilmente può vincere con una candidatura esclusivamente identitaria e sta cercando un profilo civico, moderato ed europeista capace di parlare al ceto medio urbano e produttivo della capitale economica italiana.  

Se Cottarelli accettasse davvero, la sfida milanese assumerebbe un carattere molto diverso dal tradizionale scontro destra-sinistra: diventerebbe una competizione tra diverse culture riformiste, liberali ed europeiste, con il tema dell’amministrazione della città al centro del confronto.