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Corruzione, “Amata stabilmente asservita a interessi Dragotto”

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Oltre alle utilità che avrebbe percepito dall’imprenditrice Marcella Cannariato, moglie del patron di Sicily by Car Tommaso Dragotto, l’assessore regionale al Turismo della Sicilia, Elvira Amata, avrebbe ottenuto la disponibilità di un’auto, a maggio 2024, per la sua campagna elettorale in vista delle Europee, con buoni benzina per 1100 euro. E’ quanto emerge dalle informative del Nucleo di polizia economico-finanziaria sull’esponente di Fratelli d’Italia sotto inchiesta per corruzione, da parte della Procura di Palermo che ha già notificato l’avviso di conclusione indagini. Anche il capo di gabinetto vicario dell’assessorato, Pippo Martino, dimessosi dall’incarico, avrebbe percepito 18 mila euro dai coniugi Dragotto, per presunte consulenze retribuite con fatture ritenute false dai finanzieri, per il periodo compreso tra l’11 aprile e il 6 settembre 2024. Le fatturazioni furono emesse da una ditta intestata alla figlia di Martino, che si sarebbe fatto pagare per sostenere le istanze dei Dragotto in assessorato. “A fronte dello suddette utilità – scrivono gli investigatori nelle informative dirette ai pm Andrea Fusco e Felice De Benedittis – Amata e Giuseppe Martino hanno stabilmente asservito le rispettive funzioni pubbliche agli interessi personali dei coniugi Dragotto”. Con riferimento alla consapevolezza delle persone coinvolte, riguardo all’illiceità di quanto facevano, la Finanza cita un’intercettazione della Cannariato: “Io l’ho non ho mai detto che Tommasino lavora da me, perché sennò… zero tagliato, eh”. Tommasino sarebbe Paolucci, 23 anni oggi, assunto giovanissimo per sei mesi, allo scopo di fare un favore alla Amata, in cambio dei finanziamenti con denaro pubblico. Ma non solo: “Succederà un casotto se viene fuori che do ospitalità gratuita proprio all’assessora… i giornalisti di questo, vanno a caccia”. E qui il riferimento delle parole della Cannariato è all’affitto, in parte regalato dall’imprenditrice alla Amata. L’assessore poi pagò ex post 2500 euro per cinque mesi, da gennaio a maggio 2024, anche se – secondo il contratto registrato all’Agenzia delle Entrate – avrebbe dovuto pagarne 3700, cioè 750 euro al mese. (AGI)
PA1/MRG