Confedercontribuenti Italia Imprese denuncia lo stallo della misura e chiede risposte sulle pratiche non conformi, sulle risorse disponibili e sui tempi dei pagamenti.
«Per quanto ci risulta, non è stato erogato nulla e il portale per caricare le nuove pratiche è chiuso. Dopo il flusso di richieste seguito alla prima riapertura, non vediamo risultati concreti per i beneficiari. A queste condizioni, il Conto Termico 3.0 resta una promessa che non si traduce in un sostegno effettivamente accessibile. Il GSE deve chiarire».
Lo dichiara Carmelo Finocchiaro, presidente di Confedercontribuenti chiedendo al Gestore dei Servizi Energetici una risposta pubblica sullo stato di attuazione della misura.
«Ci risulta inoltre che la maggioranza delle pratiche presentate non sia conforme alle regole applicative — prosegue Finocchiaro —. È un elemento sul quale occorre fare piena luce: quante domande sono effettivamente ammissibili? Quante richiedono integrazioni? Quante devono essere escluse? E quale disponibilità finanziaria emerge dalle verifiche? Il volume delle richieste caricate, da solo, non dimostra che l’incentivo stia funzionando».
Per Confedercontribuenti, il GSE deve rendere trasparente l’intero percorso, dalla presentazione delle domande alla liquidazione dei contributi, chiarendo anche quanto le criticità delle pratiche abbiano inciso sul blocco segnalato.
Le richieste sono precise: spiegare le ragioni della chiusura del portale e indicare una data certa per la ripresa del caricamento; pubblicare gli esiti delle istruttorie e l’incidenza delle pratiche non conformi; distinguere le somme richieste dalle risorse effettivamente impegnate; comunicare gli importi eventualmente già liquidati e un calendario attendibile dei pagamenti.
«Chi programma un investimento deve poter valutare tempi, condizioni e disponibilità del contributo. Le piccole imprese non possono sostenere costi e assumere impegni nell’incertezza. Anche chi presenta una pratica conforme deve poter contare su una procedura funzionante e su tempi definiti».
«Se il quadro è diverso da quello che segnaliamo, il GSE lo dimostri con dati ufficiali e verificabili — conclude Finocchiaro —. Al Ministero dell’Ambiente chiediamo di intervenire perché la misura raggiunga concretamente i destinatari. Dopo gli annunci servono un portale operativo, istruttorie concluse e contributi pagati. Famiglie e imprese aspettano risposte.»