A poco più di dodici anni dall’incendio doloso che colpì Città della scienza, il polo di divulgazione scientifica di Napoli rinasce con il nuovo Science centre. In attesa che la magistratura accerti le responsabilità relative al rogo (a novembre 2024 è stato assolto in Appello l’ex vigilante della struttura, unico indagato finito a processo), la Regione Campania e la Fondazione Idis presentano il progetto della nuova struttura, che rappresenta il fulcro di Città della scienza.
Il Science centre avrà una volumetria totale di oltre 66mila metri quadrati, con una superficie totale netta di quasi 10mila metri quadrati. Sui 77 milioni necessari, la Regione ha stanziato i primi 22 milioni, a valere sui fondi Fsc 2007-2013, che sono stati riattivati e riassegnati. La fase istruttoria si è conclusa. Ora si procederà ora con la gara d’appalto e con l’assegnazione. Al netto di intoppi e lungaggini burocratiche, il cantiere dovrebbe partire a inizio 2026.
“Per noi è un giorno particolarmente significativo – sottolinea il presidente della Fondazione Idis, Riccardo Villari – restituiremo il museo incendiato nel 2013 alla comunità, che tanto si era mobilitata per la ricostruzione. Partiamo con la realizzazione di un primo lotto funzionale, utilizzando i primi 22 milioni”. Villari ringrazia per il sostegno e la vicinanza la Regione e il presidente Vincenzo De Luca, che definisce la ricostruzione del Science centre un “motivo di orgoglio per Napoli, per la Campania e per il Paese”. “Oggi ci presentiamo a testa alta – aggiunge – stiamo vincendo la sfida del rilancio di Città della Scienza. Quando abbiamo cominciato il lavoro, siamo partiti con 20 milioni di euro di debiti. Abbiamo dovuto risolvere prima la situazione debitoria, rasserenare i dipendenti, perché non venivano pagati da tempo immemorabile, quindi abbiamo garantito anche alcune decine di posti di lavoro, ma soprattutto rilanciamo un’infrastruttura che parla di futuro, di scienza, di modernità e che parla molto alle giovani generazioni”. (AGI)
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