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Catania non aspetta più: la nuova offensiva riformista parte dall’Unità!

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Di Angioletta Massimino

Catania ha smesso di aspettare che qualcuno si accorga dei suoi problemi: ha deciso di pretenderlo. La riunione convocata ieri sera da Italia Viva – Area Metropolitana di Catania segna un punto di rottura netto con la politica che si limita a commentare il declino della città senza muovere un dito.

Non si è parlato di alleanze di comodo o di tavoli rituali: si è parlato di costruire una forza politica vera, radicata, riconoscibile, capace di incidere e di presentarsi alle prossime scadenze elettorali con un progetto che non sia l’ennesima somma di sigle ma una visione comune. 

Attorno al presidente Carmelo Finocchiaro si sono seduti riformisti, popolari, liberali e socialdemocratici etnei: mondi diversi, storie diverse, ma un’unica consapevolezza.

Catania non può più permettersi la frammentazione, la rassegnazione, la politica che si limita a gestire l’esistente. 

Serve una coalizione che parli di sviluppo, legalità, lavoro, imprese, servizi, futuro. Serve una politica che torni a progettare invece di inseguire emergenze. 

La scelta di mettere insieme PSI, PSDI, Socialdemocrazia SD, Partito Liberal Democratico e Popolari Siciliani non è un esercizio di diplomazia: è la presa d’atto che l’unica strada per restituire peso alla società civile catanese è unire competenze, culture e responsabilità. I primi incontri lo hanno dimostrato: partecipazione alta, voglia di esserci, desiderio di contare.

Non è un dettaglio, è un segnale.

Ora si entra nella fase decisiva: scrivere un progetto politico e programmatico che non sia un elenco di buone intenzioni ma una piattaforma concreta da presentare ai cittadini dell’intera provincia etnea. Una piattaforma che dica chiaramente da che parte si sta, quali battaglie si vogliono combattere, quali risultati si vogliono ottenere. 

Da ieri sera, chi ha scelto questo percorso ha una responsabilità precisa: trasformare l’unità in forza, la forza in proposta, la proposta in alternativa, perché Catania non ha bisogno di slogan, ha bisogno di una prospettiva politica nuova, credibile, coraggiosa. 

E il messaggio che arriva dalla riunione è semplice: noi siamo pronti. Il cambiamento non nasce dalle promesse, nasce dall’unità di chi ha idee, competenze e la volontà di mettersi in gioco.