Benzina self a 2,027 euro, gasolio a 2,131. Inflazione al 3,3% e rincari energetici: per le famiglie si prospetta un autunno difficile. Confedercontribuenti Italia Imprese: «Il Governo intervenga su accise e costo dell’energia»
Il 2 settembre benzina e gasolio restano stabilmente sopra la soglia psicologica dei 2 euro al litro, aggiungendo nuove preoccupazioni per famiglie e imprese già alle prese con l’aumento del costo della vita.
Secondo i dati indicati, sulla rete stradale nazionale la benzina self-service raggiunge 2,027 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,131 euro. Ancora più elevati i prezzi in autostrada: rispettivamente 2,110 e 2,206 euro al litro.
Rispetto al giorno precedente le variazioni sono contenute, ma è il livello assoluto dei prezzi a preoccupare.
Inflazione al 3,3%: pesa l’energia
Il problema dei carburanti si inserisce in uno scenario più ampio. Le stime preliminari Istat indicate per agosto registrano un’inflazione del 3,3% su base annua e dello 0,5% rispetto al mese precedente.
A spingere i prezzi sarebbe soprattutto l’energia. Un aumento che rischia di propagarsi lungo tutta la catena economica: trasportare merci costa di più, produrre costa di più e una parte di questi maggiori costi finisce inevitabilmente sui prezzi pagati dai consumatori.
La stangata d’autunno
Secondo le stime del Codacons riportate, l’aggravio autunnale potrebbe raggiungere mediamente 633 euro per famiglia, considerando trasporti, energia, alimentari, ristorazione e altre spese.
A settembre si aggiunge inoltre il costo della ripresa dell’anno scolastico, con libri, materiale didattico e corredo che rappresentano una voce particolarmente pesante per le famiglie con figli.
Confedercontribuenti: intervenire adesso
Per Confedercontribuenti Italia Imprese, non è sufficiente attendere che i mercati energetici si normalizzino.
Quando benzina e gasolio superano stabilmente i due euro, non è più soltanto un problema degli automobilisti: diventa un problema dell’intero sistema produttivo.
Autotrasporto, commercio, artigianato, agricoltura, turismo e piccole imprese subiscono direttamente l’aumento dei costi, mentre le famiglie vedono ridursi ulteriormente il proprio potere d’acquisto.
Occorre quindi valutare un intervento sulla componente fiscale dei carburanti, accompagnato da misure contro eventuali fenomeni speculativi e da interventi strutturali sul costo dell’energia.
Non possiamo affrontare ogni emergenza con bonus temporanei. Servono politiche capaci di ridurre stabilmente i costi per famiglie e PMI.
Il rischio è una nuova spirale
L’autunno rischia di cominciare con una combinazione particolarmente pericolosa: carburanti sopra i 2 euro, energia in aumento, inflazione al 3,3% e consumi delle famiglie sotto pressione.
La priorità deve essere impedire che l’aumento dell’energia produca una nuova spirale di rincari.
Confedercontribuenti Italia Imprese chiede al Governo di intervenire prima che la stangata annunciata diventi un ulteriore freno all’economia reale.