Type to search

Cara scuola, quanto mi costi: fino a quasi 1.500 euro per iniziare l’anno

Share

Libri, dizionari e corredo pesano sempre di più sulle famiglie. L’usato può far risparmiare oltre il 29%, ma nuove edizioni e contenuti digitali non trasferibili rischiano di limitarne la crescita.
Settembre riporta milioni di studenti tra i banchi, ma per le famiglie italiane significa anche affrontare una delle spese più pesanti dell’anno: libri di testo e materiale scolastico.
I dati 2026 meritano però una precisazione: non sono i soli libri nuovi ad arrivare normalmente a 1.400 euro. Secondo Federconsumatori, uno studente che comincia il primo anno delle superiori può spendere mediamente 805,15 euro per libri e quattro dizionari; aggiungendo 673,60 euro di corredo e ricambi, il conto complessivo raggiunge 1.478,75 euro. Per una prima media la stima complessiva è invece di 1.235,21 euro. �
borsa.corriere.it +1
Altroconsumo rileva inoltre che nell’ultimo decennio i prezzi dei libri scolastici sono aumentati di oltre il 25%. �
altroconsumo.it
L’usato diventa una necessità
Di fronte a questi prezzi cresce inevitabilmente l’interesse per il mercato dei libri di seconda mano.
Secondo Federconsumatori, acquistando testi usati il risparmio può superare il 29%; altre rilevazioni parlano di riduzioni che possono arrivare al 40% del prezzo di copertina. �
rainews.it +1
Non si tratta più soltanto di una scelta per risparmiare qualche euro. Per una famiglia con due o tre figli, riutilizzare, acquistare e rivendere i libri può significare centinaia di euro di differenza ogni settembre.
E il mercato ha ormai dimensioni rilevanti: l’Antitrust stima circa 800 milioni di euro l’anno per i libri scolastici nuovi e 150 milioni per quelli usati. �
agcm.it
Ma qualcosa ostacola il mercato dell’usato
Qui emerge il problema più interessante.
L’indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha evidenziato un settore fortemente concentrato: oltre l’80% del mercato è nelle mani di quattro grandi gruppi editoriali. �
agcm.it
Tra gli elementi che possono ostacolare il riutilizzo dei testi ci sono inoltre nuove edizioni frequenti, cambiamenti nelle adozioni, esercizi incorporati nei libri e componenti o licenze digitali non trasferibili al nuovo proprietario. �
rainews.it
Ed è proprio su questo che bisognerebbe intervenire.
Perché un libro ancora valido deve diventare inutilizzabile?
Occorrerebbe favorire concretamente il mercato dell’usato, limitare le nuove edizioni quando non esistono modifiche sostanziali dei contenuti e studiare licenze digitali trasferibili insieme al libro cartaceo.
Scuole e istituzioni potrebbero inoltre incentivare mercatini dell’usato, biblioteche scolastiche, comodato e piattaforme di scambio tra famiglie.
La scuola pubblica deve garantire il diritto allo studio. E quel diritto comincia anche dalla possibilità di avere i libri senza trasformare ogni settembre in una stangata per le famiglie.
**Cara scuola, quanto mi costi? Nel 2026 è una domanda alla quale la politica non può più evitare di rispondere.**