CANARIE, LA STRAGE DIMENTICATA DEL MARE
Oltre 80 morti dopo quasi un mese alla deriva. Solo 45 sopravvissuti
Una nuova tragedia sconvolge la rotta atlantica verso le Isole Canarie. Un cayuco partito dal Gambia con 128 persone a bordo è stato soccorso nella notte al largo dell’arcipelago spagnolo dopo essere rimasto in mare per circa 26 giorni. A bordo sono stati trovati soltanto 45 sopravvissuti — 44 uomini e una donna — e cinque cadaveri. Degli altri occupanti non c’era più traccia. �
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Secondo le informazioni raccolte dalla Guardia Civil e dall’ONG Caminando Fronteras, l’imbarcazione corrisponderebbe a quella partita dal Gambia il 7 agosto, con 128 persone, tra cui quattro donne e una bambina.
“Canarie, l’orrore dopo 26 giorni alla deriva: oltre 80 morti, solo 45 sopravvissuti”
Occhiello:
Erano partiti in 128 dal Gambia. Nel cayuco anche donne e una bambina. L’imbarcazione individuata a 120 chilometri da Gran Canaria. La rotta atlantica continua a trasformarsi in un cimitero del mare.
Il cayuco è stato individuato mercoledì pomeriggio da un aereo di Salvamento Marítimo, a circa 120 chilometri da Gran Canaria. La Guardamar Urania lo ha raggiunto intorno alla mezzanotte. Le condizioni del mare erano talmente difficili che i soccorritori non sono riusciti inizialmente neppure a recuperare i cinque corpi rimasti sull’imbarcazione. �
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Una delle rotte più letali verso l’Europa
Questa tragedia non è isolata. Secondo Caminando Fronteras, nei primi cinque mesi del 2026 sono morte nel tentativo di raggiungere le coste spagnole 1.317 persone, tra cui 129 minori. La sola rotta atlantica verso le Canarie aveva già provocato 635 vittime. L’organizzazione sottolinea un dato impressionante: nonostante la diminuzione degli arrivi, la mortalità della rotta è aumentata. �
caminandofronteras.org
Solo a luglio un’altra imbarcazione partita dal Gambia e diretta verso le Canarie era rimasta alla deriva per settimane: 143 persone erano risultate morte o disperse e soltanto 38 erano sopravvissute. �