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Canale di Panama, 5,3 milioni per saltare la fila: il clima presenta il conto al commercio mondiale

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La sudcoreana SK Gas paga una cifra record per garantire il transito della G. Spirit. Siccità e carenza d’acqua riducono i passaggi quotidiani e fanno impennare i costi della logistica
Cinque milioni e 300 mila dollari per assicurarsi un solo passaggio attraverso il Canale di Panama. È la cifra record pagata dalla società sudcoreana SK Gas Ltd. per consentire alla nave G. Spirit di attraversare la via interoceanica il prossimo 1° settembre, prima dell’entrata in vigore delle nuove limitazioni alla navigazione.
La G. Spirit non è una metaniera: trasporta gas di petrolio liquefatto, GPL. I 5,3 milioni di dollari, inoltre, non rappresentano il normale pedaggio richiesto per attraversare il Canale, ma il prezzo aggiuntivo raggiunto nell’asta competitiva per ottenere uno slot prioritario.
L’operazione è stata confermata da Ilya Espino de Marotta, amministratrice designata dell’Autorità del Canale di Panama, che l’ha indicata come la cifra più alta mai pagata attraverso questo meccanismo. �
Ansa.it +1
Da 55 mila a 5,3 milioni di dollari
Il confronto con i prezzi precedenti mostra l’eccezionalità dell’offerta. Tra ottobre 2025 e febbraio 2026, il costo medio per aggiudicarsi uno slot all’asta era di circa 55 mila dollari. SK Gas ha pagato quasi cento volte tanto.
Il sistema ordinario consente alle compagnie di prenotare anticipatamente la maggior parte dei transiti. Gli spazi rimasti disponibili, oppure liberati a seguito di rinunce e modifiche operative, vengono invece assegnati attraverso aste. Vince la compagnia disposta a sostenere il costo più elevato pur di evitare giorni o settimane di attesa.
Per un carico energetico di grande valore, arrivare in ritardo può costare più dell’offerta milionaria: significa rischiare penali contrattuali, perdere opportunità commerciali o non rispettare i tempi di consegna concordati con raffinerie, distributori e impianti industriali.
Meno acqua, meno navi
Alla base dell’impennata dei prezzi c’è la riduzione delle precipitazioni nel bacino idrografico del Canale. Le chiuse funzionano utilizzando enormi quantità di acqua dolce proveniente soprattutto dai laghi artificiali Gatún e Alhajuela. Ogni transito sottrae acqua al sistema e, quando i livelli diminuiscono, l’Autorità deve limitare il numero delle navi o il loro pescaggio.
Dal 3 settembre gli slot giornalieri verranno ridotti a 34: nove per le chiuse Neopanamax e 25 per quelle Panamax. Dal 15 settembre i passaggi Panamax scenderanno a 23, portando la capacità complessiva a 32 transiti al giorno. L’Autorità ha motivato le misure con precipitazioni inferiori alle previsioni e con la necessità di salvaguardare la sostenibilità delle operazioni. �
Autoridad del Canal de Panamá +1
Tra maggio e agosto 2026, le piogge accumulate sono risultate inferiori del 34 per cento rispetto alla media storica, mentre gli afflussi idrici nel bacino sono diminuiti del 44 per cento. La prospettiva di un’intensificazione di El Niño rende ancora più difficile prevedere quando la situazione potrà normalizzarsi. �
reuters.com +1
Una corsa contro le restrizioni
Il passaggio della G. Spirit è programmato appena prima dell’avvio delle nuove limitazioni. SK Gas ha quindi scelto di pagare una somma straordinaria per avere una data certa, evitando che la nave restasse bloccata in una coda destinata ad allungarsi.
L’Autorità ha avvertito che le unità prive di prenotazione potrebbero subire ritardi e ha invitato le compagnie a ricorrere al sistema di riserva, unico strumento che garantisce una data precisa per il transito. Dal 3 settembre anche le aste verranno temporaneamente riorganizzate suddividendo le imbarcazioni in quattro gruppi, uno dei quali sarà riservato alle navi che trasportano GNL e GPL. �
Autoridad del Canal de Panamá +1
Il costo climatico sulle merci
Il record non riguarda soltanto una nave o una compagnia sudcoreana. Il Canale di Panama è attraversato da circa il 5 per cento del commercio marittimo mondiale ed è fondamentale per collegare la costa orientale degli Stati Uniti con i mercati asiatici.
Quando il numero dei transiti diminuisce, le compagnie devono scegliere tra tre possibilità: pagare di più, attendere oppure affrontare rotte alternative molto più lunghe. In ogni caso aumentano i costi del carburante, dei noli, delle assicurazioni e delle consegne.
Questi maggiori oneri possono trasferirsi sui prezzi finali dell’energia e delle merci. Il pagamento di 5,3 milioni di dollari diventa così il simbolo di un fenomeno molto più ampio: la scarsità d’acqua non è più soltanto un problema ambientale, ma una variabile economica capace di condizionare le catene globali di approvvigionamento.
Il Canale di Panama, una delle infrastrutture strategiche del commercio mondiale, dipende infatti da una risorsa sempre meno prevedibile. E quando l’acqua scarseggia, il conto arriva fino alle imprese e ai consumatori.