La capogruppo di Italia Viva apre alla costruzione di un’area comune riformista e moderata nel centrosinistra. Convergenza con Mastella sulla necessità di superare frammentazioni e contrapposizioni
Il cantiere del centro torna al centro del confronto politico nel centrosinistra. Maria Elena Boschi rilancia la disponibilità di Italia Viva a lavorare alla costruzione di una lista unitaria capace di riunire le diverse sensibilità moderate e riformiste della coalizione.
La posizione espressa dalla capogruppo di Italia Viva alla Camera converge con l’iniziativa lanciata da Clemente Mastella, che nelle ultime ore ha proposto di superare la frammentazione delle formazioni centriste attraverso una sorta di nuova federazione, da lui definita una “Margherita 5.0”.
BOSCHI: SUPERARE LA STAGIONE DEI VETI
Il punto politico posto da Boschi riguarda innanzitutto i rapporti interni alla coalizione.
Per Italia Viva, la costruzione di un’alleanza competitiva passa dal riconoscimento reciproco tra le diverse componenti del centrosinistra. Da qui la richiesta di abbandonare la logica delle esclusioni e aprire un confronto tra tutte le forze disponibili a costruire un progetto comune.
Non si tratta di una posizione completamente nuova. Già nei mesi scorsi Boschi aveva sostenuto che Italia Viva fosse pronta a lavorare a un programma condiviso con le altre forze del centrosinistra, pur riconoscendo l’esistenza di differenze su giustizia, politica fiscale, energia e politica estera.
L’IDEA DELLA LISTA UNITARIA
La novità politicamente più significativa è la disponibilità a ragionare su una lista comune dell’area centrista e riformista.
L’obiettivo dichiarato è evitare che una pluralità di piccole liste finisca per frammentare uno spazio politico che comprende culture liberali, popolari, riformiste e moderate.
È sostanzialmente lo stesso ragionamento sviluppato da Mastella. Il leader di Noi di Centro sostiene che la presenza di più formazioni separate rischierebbe di generare confusione e propone quindi una federazione sul modello dell’esperienza della Margherita dei primi anni Duemila.
IL NODO DEI VETI
Rimane tuttavia aperta una questione politica rilevante: il rapporto tra quest’area e le altre componenti della coalizione.
Mastella nei giorni scorsi ha criticato esplicitamente la logica dei veti nel centrosinistra, sostenendo che l’area moderata e centrista debba partecipare alla coalizione senza essere considerata subordinata alle componenti progressiste.
Boschi si muove sulla stessa linea: dialogo con tutti, ma senza accettare esclusioni preventive.
È su questo terreno che si misurerà la possibilità di trasformare le dichiarazioni di queste settimane in un progetto politico organizzato.
UN CENTRO TRA IDENTITÀ E COALIZIONE
Il problema non riguarda soltanto la formula elettorale.
Un eventuale soggetto unitario dovrebbe definire quale spazio politico rappresentare, quali priorità programmatiche indicare e soprattutto quale rapporto costruire con Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e le altre componenti della coalizione.
L’ipotesi delineata da Boschi e Mastella è quella di un centro che mantenga una propria identità politica e programmatica ma partecipi contemporaneamente alla costruzione del centrosinistra.
Non dunque una semplice sommatoria di sigle, almeno nelle intenzioni dichiarate, ma il tentativo di organizzare un’area politica oggi divisa tra diverse formazioni.
ADESSO LA VERIFICA POLITICA
La disponibilità di Italia Viva apre quindi una nuova fase del confronto.
Da una parte c’è la proposta di Mastella di una federazione centrista; dall’altra arriva l’apertura di Boschi verso una lista unitaria e il dialogo con tutte le componenti interessate.
Resta da capire quali altre forze saranno disponibili a partecipare e quale struttura potrebbe assumere l’eventuale progetto.
Il tema posto sul tavolo è comunque chiaro: se l’area riformista e moderata del centrosinistra intende presentarsi come un soggetto riconoscibile, dovrà decidere se continuare attraverso esperienze separate oppure costruire una forma stabile di collaborazione politica ed elettorale.